«La moda ha bisogno di interventi immediati che non rappresentano un costo ma un investimento per mantenere il ruolo di volano dell’economia e dell’immagine dell’Italia nel mondo».
A spiegarlo è Carlo Capasa, presidente di Cmni-Camera nazionale della moda italiana.
Secondo Capasa è necessario dare aiuto immediato «a tutte le piccole e medie aziende, molte con meno di 15 addetti che nel 2019 hanno chiuso in attivo o in pareggio, secondo la linea Draghi». Un intervento che secondo il presidente di Cmni potrebbe ammontare «fino a 3 miliardi, ma è un investimento necessario per far ripartire un settore chiave dell’economia italiana».
Capasa promette che «la Camera della moda attiverà progetti dettagliati su sostenibilità ambientale e sociale, digitalizzazione, internazionalizzazione e formazione proprio per assicurare un futuro specializzato e competitivo sul mercato planetario alle nuove generazioni», nell’ottica del Recovery Fund.
Il presidente di Cmni conclude sottolineando l’importanza del settore per l’Italia, che detiene il 41% del settore in Europa, e potrebbe essere paragonato a ciò che rappresenta l’automotive per la Germania. «La moda è la seconda industria italiana: nel 2019 il peso complessivo dell’export è stato dell’11,9% per un valore assoluto di 70 miliardi. La filiera della moda assicura occupazione a 550 mila addetti dell’industria manufatturiera italiana e altrettanti nel commercio e servizi, per un totale di 1,1 milioni».








