«Siamo ancora appesi ad aspettare il testo di una norma che non c’è». Lo afferma Gabriele Buia, presidente dell’Ance, in merito al bonus per l’edilizia. E aggiunge «Com’è possibile arrivare a ridosso di scadenze che interessano decine di migliaia di famiglie e imprese senza avere le idee chiare? Non si può lavorare così. Lo sa quanti italiani rischiano di non avere accesso ai bonus edilizi o di non sapere se faranno in tempo a fare i lavori?».
«D’inverno molti cantieri di efficientamento energetico devono rallentare, perché i materiali non si possono lavorare a meno di dieci gradi, per questo rischiamo di non chiudere in tempo per i bonus lavori del 110% nelle villette. E lo stesso vale per le facciate. Una proroga era necessaria, dopo tutte le lungaggini burocratiche degli inizi e viste le difficoltà a trovare materie prime e ponteggi» dice in un’intervista a La Stampa.
«Siamo consapevoli delle difficoltà delle casse pubbliche» prosegue il numero uno dei Costruttori edili «e del grande sforzo che è stato fatto con il Pnrr e con i bonus edilizi. Ma con questi bonus si è dato grande impulso all’economia, per lo Stato sono investimenti. E si raggiungono gli obiettivi di ecosostenibilità: il 40% delle emissioni in ambiente arriva dagli edifici».
Quanto all’obiezione che i bonus uguali per tutti favorirebbero i ricchi, Buia conclude che «forse vale per le residenze unifamiliari nei centri storici delle grandi città, ma per il resto la casa è il patrimonio delle famiglie italiane. E i modi per aggirare questi problemi c’erano ed eravamo pronti a discuterne: bastava introdurre un limite di reddito per l’accesso al superbonus. O, per contenere le spese, fissare standard di qualità e di rispetto dei costi, con dei prezziari per merci e attività».
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