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Armando Brunini (ad Sea): «Oltre 18 milioni di passeggeri per l’estate. Ecco la nostra ripartenza»

«Come Sea a maggio il traffico passeggeri ha registrato un calo del 13% mentre a giugno -9% rispetto ai livelli pre-Covid (2019). Per l’estate complessivamente ci attesteremo tra l’85 e il 90% rispetto ai livelli pre-pandemia. Parliamo di circa 18-18,5 mln di passeggeri», ha detto Armando Brunini, l’ad del gestore aeroportuale, in occasione della presentazione dello store La Feltrinelli a Linate.

«Per raggiungere il pareggio ci vorrà ancora del tempo perché ancora manca il traffico intercontinentale», ha aggiunto. «Speriamo che l’autunno regga e che si continui su questa strada. C’era il dubbio che la pandemia potesse cambiare le abitudini delle persone ma la gente ha voglia di muoversi». Secondo Brunini «gli Usa stanno registrando un record rispetto al 2019. Ci sono ancora delle restrizioni in alcune parti del mondo come per esempio la Cina, ma ci auguriamo che presto vengano tolte anche lì».

«Sei mesi fa», ha detto ancora il top manager, «la nostra ipotesi per un ritorno ai livelli pre-Covid era il 2024. Mi sento di confermare questo numero ma con cautela perché fare previsioni è diventato difficile. Aspetterei questo autunno per capire se si consolida questo ritorno alla crescita oppure se ci saranno altri elementi esterni» che potranno impattare. «Stiamo registrando un rimbalzo importante, al di sopra delle aspettative. Questo inverno il traffico fletteva del 50% rispetto ai livelli per pandemia; poi da marzo e aprile c’è stato uno sprint. Rapidamente siamo vicini ai dati pre-Covid e la programmazione estiva è buona». Un grande sprint anche per quanto riguarda il traffico merci. «Nel 2021 ha registrato un vero e proprio boom, segnando una crescita del 40%, un terzo in più a Malpensa rispetto ai livelli pre-pandemia. E continua a crescere».

«Malpensa si conferma un asset strategico per il cargo aereo dell’Italia; il 70% merci vola da Malpensa. Lo scalo ha una valenza come punto di riferimento per l’Italia ma è anche una infrastruttura fondamentale per il cargo aereo», ha sottolineato. Infine, l’ad sostiene che la guerra in Ucraina non ha avuto ricadute negative sul trasporto aereo. «Sul fronte dei voli il conflitto in Ucraina ha impattato come traffico meno del previsto», ha detto. I disagi conseguenti alla guerra sono stati «compensati dal traffico verso altre destinazioni. Quello su cui ha impattato è stato il costo dell’energia, con bollette energetiche triplicate».

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