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Carlo Bonomi (Confindustria): «Vi spiego come mettere 1.200 euro in più nelle tasche degli italiani. Senza aumentare i salari»

La nuova crisi, inasprita dalla guerra russo-ucraina, sta gravando in modo particolare su famiglie e imprese, per questo «è necessario mettere più soldi in tasca agli italiani, ma la strada non è la detassazione degli aumenti salariali». A dirlo è il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo all’assemblea generale di Unindustria, aggiungendo che «le imprese non hanno spazio di aumento salariale, con aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia non c’è più spazio per gli aumenti, tanti o pochi che siano. E chi fa il paradigma “se faccio pagare meno l’aumento salariale tu ne dai di più” è gente che non ha mai frequentato un giorno di fabbrica, specie in questo periodo».

«Tutti parlano di equità sociale, di lavoro, ma non danno risposte nel merito alle nostre proposte», ha proseguito Bonomi. Il numero uno di Confindustria ha ribadito la proposta di «un taglio contributivo fiscale da 16 miliardi, concentrato sulle fasce a basso reddito», che porterebbe «1.223 euro nelle tasche degli italiani. Di fronte a questa proposta aspetto di riceverne una migliorativa».

Lo scontro con il ministro Orlando

Il rapporto con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha sottolineato Bonomi, «non è difficile. Non voglio fare polemiche, dobbiamo rispondere agli italiani che stanno soffrendo, voglio dare risposte concrete. Aspetto di avere dal ministro una proposta migliorativa, siamo disponibilissimi a guardarla, noi abbiamo dato prima della legge di bilancio le tabelle al ministro e a Palazzo Chigi: numeri però, basta con gli slogan». Nel corso del suo intervento all’assemblea di Unindustria, Bonomi ha voluto ringraziare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, i quali «fanno la differenza a favore dell’Italia e come imprenditori ne siamo particolarmente grati».

Mattarella e Draghi

Bonomi ha ringraziato Mattarella «non solo per il modo esemplare con cui è stato il garante della Costituzione, ma anche per le parole che ha espresso nelle scorse settimane, deliberatamente prive di ogni ambiguità sul giudizio su ciò che è successo» in Ucraina; «trovo espresse in quelle parole tutto ciò che deve contraddistinguere la nostra posizione: nessun possibile equivoco, nessun possibile né – né come sentiamo nei talk show». Bonomi ha poi ringraziato Draghi «per la stima e l’autorevolezza internazionale che ha portato al nostro Paese». Il presidente di Confindustria ha infine citato la posizione di Draghi in merito alla possibilità di pagare il gas russo in rubli: «il presidente Draghi è stato chiaro, ha dato una linea del Paese, noi siamo con l’Europa, siamo con le sanzioni, quindi noi non pagheremo in rubli», ha affermato.

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