“L’idrogeno si usa già nell’industria ma vogliamo anche usarlo come vettore energetico ed è un’altra cosa. L’idrogeno può essere usato sia combustibile che come mezzo per l’accumulo di energia e nella fase di utilizzo non produce gas serra. La produzione delle rinnovabili elettriche richiede nuove risorse di flessibilità e produrre idrogeno è una soluzione. L’idrogeno per essere sostenibile non deve generare più di 3 chilogrammi di CO2 nella produzione, secondo la Commissione europea. L’idrogeno verde, ovvero da fonti rinnovabili, è flessibile, scalabile ma ancora costoso. Questo tipo di idrogeno è il più interessante”.
Lo ha detto Luigi Mazzocchi, direttore del dipartimento Ricerca Sistema Energetico di Rse, durante il convegno ‘Il vettore idrogeno. Stato dell’arte e potenzialita’ dell’industria italiana’, organizzato da Anie Energia e Rse, sottolineando che “non vogliamo solo che l’idrogeno contribuisca alla decarbonizzazione ma vorremmo evitare che questo generi una dipendenza da tecnologie importante. C’è da riportare la produzione di tecnologie in Europa. Questo comporta elevati investimenti in nuova capacità produttiva che troveranno sostegno nei fondi previsti dal Pnrr e dagli Ipcei dell’Ue”.
“L’idrogeno può esser prodotto usando l’energia elettrica eccedente dalla rete oppure con impianti dedicati. Il problema, nel primo caso, riguarda la necessità di accumulo di idrogeno perché la produzione dell’anno si concentra in alcuni mesi e le eccedenze sono concentrate nei mesi primaverili. Servirebbe un accumulo di lungo periodo. La soluzione più saggia, secondo noi, è immettere l’idrogeno in eccesso nella rete gas. La seconda ipotesi è un impianto dedicato, il vantaggio sono ore di produzione più elevate e ci sono minori necessità di accumulo di lungo termine”, ha spiegato.
Per quel che riguarda il trasporto pubblico locale, ha aggiunto, “il costo per posto passeggero di un autobus a idrogeno e’ piu’ alto di quello di un autobus elettrico. Per il trasporto ferroviario in Italia ci sono ancora molte linee che funzionano a diesel e per decarbonizzare servono sistemi di elettrificazione o locomotori a idrogeno. Con l’idrogeno verde avremmo la massima riduzione di CO2 e, a livello di costi, l’idrogeno costerebbe meno dell’elettrificazione di una linea”.
Tra i settori in cui e’ piu’ difficile decarbonizzare c’e’ il siderurgico, “che genera circa il 20% di emissioni industriali di gas serra. L’acciaio fossil free si puo’ generare usando idrogeno al posto del carbone. La decarbonizzazione dell’acciaio e’ pero’ impegnativa e sul piano economico il costo di produzione di acciaio fossil free aumenterebbe del 25% rispetto al costo di produzione attuale. Quello che spenderei in piu’ lo recupererei, pero’, con i titoli di emissione che non dovrei piu’ acquistare”, ha concluso.








