“E’ necessario prevedere una nuova legge sui contratti pubblici, più snella e maggiormente equilibrata dell’attuale Codice degli Appalti, contenente le regole e i principi comuni per lavori, servizi e forniture, e un nuovo Regolamento attuativo, espressamente dedicato ai lavori pubblici, distinto da servizi e forniture, in cui recepire anche talune norme comunitarie”.
A sollecitarla è il vicepresidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili, Edoardo Bianchi, nel corso di un’audizione al Senato sul ddl Appalti.
“L’esperienza della ”soft law” infatti è stata fallimentare: si è creato un quadro normativo disomogeneo, non coordinato, in continuo divenire, incapace di dare certezza agli operatori del mercato”, dice Bianchi.
“Nel settore dei lavori pubblici si è assistito, da oltre 15 anni, ad una fortissima contrazione degli investimenti. Ciò non bastando, il comparto delle costruzioni patisce, da decenni, l’assenza di una politica industriale che, al di là degli annunci , sia effettivamente orientata al rilancio degli investimenti infrastrutturali”.
“Il Pnrr rappresenta quindi un’occasione unica per traghettare il Paese verso la crescita e la modernità, dove il ”peso delle riforme” è addirittura superiore al ”peso degli investimenti”.
“In questo processo, il settore delle costruzioni ricopre un ruolo prioritario, rappresentando quel ”debito buono” che potrà gettare le basi per una crescita duratura e finalizzata agli obiettivi della sostenibilità e della transizione verde”.
“A tal fine, è tuttavia indispensabile – sottolinea Bianchi – un cambio di passo: occorre riorganizzare il settore in maniera più snella, tempestiva ed organica, a partire anzitutto dalla normativa, ossia definendo una disciplina in linea con quello che l’Europa sta chiedendo da anni”.








