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Roberto Battiston (fisico): «Sì al green pass, necessario per frenare la crescita dei contagi»

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Sì al green pass, strumento necessario per frenare la crescita dei nuovi contagi. Ma occorre utilizzarlo subito, prima che sia troppo tardi», racchiude in poche parole la sua «formula» Roberto Battiston, professore di fisica sperimentale a Trento, intervistato sul Corriere della Sera da Margherita De Bac.

«Ci troviamo ancora in una situazione gestibile, quindi non bisogna tergiversare. Per tutto luglio ci manterremo sotto i 10 mila casi al giorno. Se non cambia qualcosa ad agosto saranno il doppio».

Destino segnato?

«No, penso e spero che non arriveremo a questi livelli perché l’attività di vaccinazione attenuerà l’ondata e la stagione estiva gioca la sua parte sfavorendo la diffusione del virus all’aperto. Però i numeri sono espliciti».

Cosa ci dicono?

«Fino a due giorni fa il totale dei guariti era superiore a quello dei nuovi infetti. Ora c’è una chiara inversione».

La carta verde obbligatoria per entrare nei luoghi pubblici potrebbe fare la differenza?

«È uno strumento efficace e ragionevole che convincerebbe tante persone esitanti o che hanno paura a immunizzarsi col rischio di non poter più muoversi di casa. Ci sono maniere più forti, come l’obbligo. Il pass è il più adatto perché è a tutela dell’individuo. Il messaggio è: noi ti vogliamo proteggere dal rischio di contagio e, in un certo senso, se rifiuti la doppia dose ti isoliamo dalla società, ti racchiudiamo in una sorta di microzona rossa nel tuo esclusivo interesse».

Non verrebbe interpretata come un’imposizione?

«Non dovrebbe esserlo. Un terzo degli italiani di età superiore ai 12 anni non ha ricevuto neanche una dose, mentre i due terzi possono riprendere a muoversi liberamente grazie ai vaccini che proteggono anche dalla variante Delta, più contagiosa del 60% rispetto alla Alfa».

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