«La direzione è quella che il territorio, con i suoi rappresentanti, ha da tempo scelto», cioè «quella di provare a tenere insieme, in un quadro di sostenibilità e di rispetto delle scelte locali, tutte le dinamiche economiche in atto, quelle dell’industria così come quelle di valorizzazione delle diverse vocazioni territoriali». Lo dice su ex Ilva (ora Acciaierie d’Italia), il presidente di Ance Taranto, Fabio De Bartolomeo.
Ance è l’associazione dei costruttori edili di Confindustria e interviene dopo l’assemblea generale di ieri di Confindustria Bari-Bat col presidente Sergio Bonomi, le cui dichiarazioni sull’acciaieria di Taranto, hanno aperto un fronte di accese polemiche a partire dal sindaco di Taranto. Bonomi ha infatti detto che Confindustria parla di Taranto ma con chi propone «un futuro per Taranto, non chi ci propone allevamenti di cozze».
Le diverse reazioni critiche hanno contestato al presidente Bonomi di non conoscere l’importanza della mitilicoltura per Taranto, i danni che i mitilicoltori hanno accusato negli anni per l’inquinamento siderurgico e l’orientamento della città di continuare ad affrancarsi da una economia “acciaio-dipendente”. Per Ance Taranto, tenere insieme le varie attività economiche della città, un progetto in cui «ci sentiamo coinvolti ed impegnati perché è il progetto che abbiamo scelto e condiviso da tempo con le istituzioni locali ed è il disegno di una Taranto futura che si sta perseguendo coerentemente con la programmazione pubblica territoriale, regionale e nazionale».
Per Ance, «il mare, con le sue potenzialità anche economiche, è l’elemento identitario di questo disegno di rilancio nel quale, ci tengo a dire, non c’è più spazio per contrapposizioni tra attività economiche e per imposizioni dall’alto di priorità che non tengano conto di quanto dal territorio sta emergendo».
Questo perché, sottolinea il presidente De Bartolomeo, «in un momento assai delicato di transizione che interessa non solo lo stabilimento ex Ilva, ma l’intera economia del territorio, ritengo importante riconoscere, con la massima chiarezza, lo sforzo che le istituzioni locali e le forze produttive tutte stanno compiendo per assicurare a Taranto un futuro certo e sostenibile».
Ance infine auspica che «dalla nuova governance pubblico-privata dello stabilimento siderurgico», ovvero la società Acciaierie d’Italia che vede insieme ArcelorMittal Italia e Invitalia (quest’ultima per conto dello Stato), «il processo di transizione sia rapido e soprattutto coerente con questo disegno di complessivo rilancio e rigenerazione del territorio».








