Le risorse delle politiche di coesione e, oggi, quelle del PNRR possono essere uno strumento potente per ridurre i divari territoriali e le disparità di genere e incrementare la crescita della produttività e di investimenti in Italia. Ma per essere efficaci è necessario che tali risorse arrivino nelle aree che ne hanno maggiormente bisogno. Un principio apparentemente scontato, ma che è tuttavia spesso disatteso.
Infatti, poiché molti dei fondi delle politiche di coesione vengono allocati mediante bandi, se il governo locale, le organizzazioni, le imprese o i cittadini non partecipano a tali chiamate, essi vengono automaticamente esclusi dalla competizione, con conseguente perdita di opportunità di finanziamento e, quindi, di sviluppo locale. Per questo motivo, nell’ambito della politica di coesione dell’UE, diversi Paesi incontrano difficoltà nello spendere i fondi strutturali loro assegnati.
Una problematica simile è stata evidenziata nel Focus dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che, partendo dalle graduatorie relative ai due bandi pubblicati, analizza la distribuzione e l’assegnazione delle risorse del PNRR destinate ai servizi per l’infanzia. Dal Focus emerge che circa 3.400 Comuni con una grave carenza di asili nido non hanno partecipato ai bandi PNRR.
La letteratura scientifica mostra che la mancata capacità di assorbimento delle risorse è spesso dovuta a fattori associati alla capacità amministrativa che è, in parte, legata ai livelli di sviluppo economico delle regioni. Di conseguenza, è probabile che la limitata allocazione dei fondi abbia un impatto più significativo nei contesti territoriali in cui è maggiormente necessario investire. Ciò crea un paradosso in cui la necessità di maggiori investimenti coesiste con una più bassa allocazione delle risorse. Molti studi empirici mostrano che le politiche regionali, spesso, non riescono a raggiungere i risultati nelle aree più svantaggiate a causa delle loro limitate capacità di pianificazione.
Una nostra recente ricerca indaga questo aspetto facendo leva proprio sul Bando Asili Nido del PNRR. Utilizziamo un modello di Machine Learning (ML) per prevedere i Comuni che non riescono a cogliere le opportunità di finanziamento, anche quando tali finanziamenti sono necessari. Lo studio si concentra, infatti, esclusivamente su Comuni con una copertura insufficiente. Identificare in anticipo i potenziali profili dei non partecipanti ai bandi (Figura 1) può rappresentare un prezioso strumento di policy per raggiungere gli obiettivi e allocare efficacemente le risorse.

Figura 1 Comuni con LEP inferiore o uguale al 33 per cento che non hanno partecipato al Bando asili Nido
I risultati dello studio mostrano una forte capacità del modello di prevedere con precisione quali Comuni sono meno orientati a partecipare al bando. In altre parole, è possibile identificare in anticipo gli enti che non colgono le opportunità di finanziamento competitive.
Le variabili più predittive possono essere raggruppate in tre categorie. La prima riguarda i fattori di domanda: densità, popolazione sotto i tre anni, occupazione femminile e tasso di natalità, come ci si può aspettare, sono importanti. La seconda categoria riguarda la qualità amministrativa e del governo locale: la spesa per gli uffici tecnici e gli indici provinciali di qualità istituzionale (IQI) emergono come fattori fondamentali nelle stime.
A oggi, la dotazione di uffici tecnici dei Comuni è molto eterogenea, e Comuni che non hanno adottato politiche di reclutamento strategiche sono in difficoltà su bandi che richiedono progettazione. L’ultima categoria riguarda gli aspetti politici. L’età media degli amministratori è uno dei fattori chiave: gli amministratori più giovani sono meno a rischio di perdere il finanziamento. Allo stesso tempo, sindaci in scadenza di mandato sono più a rischio, probabilmente perché hanno meno incentivo a finanziare un’opera che verrà eventualmente fruita da amministratori diversi.
In termini più generali, la ricerca suggerisce una rivalutazione dell’equilibrio tra approccio decentrato e una politica di coesione più centralizzata che possa identificare le esigenze territoriali, specialmente nei casi in cui la debolezza delle capacità istituzionali caratterizza le amministrazioni locali. La persistenza del sottosviluppo in alcune aree coinvolge anche le istituzioni, per questo motivo è importante che le misure siano sempre più impermeabili alle dinamiche politiche e istituzionali locali.








