Baker Hughes scommette sull’Italia con circa 300 milioni di euro di INVESTIMENTI nei propri stabilimenti e impianti esistenti nel Paese nei prossimi cinque anni.
RAFFORZARE L’INFRASTRUTTURA PRODUTTIVA
Il piano, presentato oggi a Gastech 2025, è volto infatti a rafforzare l’infrastruttura produttiva esistente dell’azienda, con lo scopo di espanderne la capacità manifatturiera complessiva per supportare i propri clienti a livello globale e accelerare ulteriormente lo sviluppo di tecnologie fondamentali per l’espansione e la transizione energetica, quali turbine, compressori e pompe per varie applicazioni, compresi data centers, gas naturale liquefatto, geotermia, cattura e stoccaggio della CO2 e idrogeno, spiega una nota.
300 NUOVI POSTI DI LAVORO
Il piano – che prevede circa 300 nuovi posti di lavoro altamente specializzati in Italia, principalmente negli ambiti della produzione e della ricerca e sviluppo – coinvolgerà la quasi totalità degli stabilimenti italiani di Baker Hughes afferenti al business di Industrial & Energy Technology (Iet), che già operano secondo un modello integrato e sinergico.
“Siamo molto soddisfatti di annunciare questo importante investimento nelle nostre sedi italiane. Aiutare i nostri clienti a rispondere alla crescente richiesta di energia sostenibile, accessibile e affidabile in tutto il mondo è al centro della missione di Baker Hughes. Siamo molto lieti di annunciare questo importante investimento nelle nostre sedi italiane per garantire che i nostri clienti globali possano continuare a soddisfare la crescente domanda energetica”, ha dichiarato il presidente e CEO di Baker Hughes, Lorenzo Simonelli.
“Con questa capacità addizionale, saremo in grado di accelerare ulteriormente lo sviluppo e la consegna di tecnologie chiave per contribuire a garantire che l’energia sia accessibile, sicura e sostenibile nel lungo periodo”.
FOCUS SUI SITI TOSCANI
Più nel dettaglio, per gli impianti produttivi toscani di Firenze, Massa e Avenza, il focus sarà sull’aumento della capacità produttiva delle turbine NovaLT, sull’acquisto di nuovi macchinari e nuovi banchi prova dove testare le macchine e sull’integrazione di robotica e intelligenza artificiale ai processi produttivi, oltre ad attività di ricerca a continuo supporto dello sviluppo tecnologico delle turbine stesse e dei compressori.
INVESTIMENTI NEGLI IMPIANTI DI BARI E TALAMONA
Gli investimenti sugli impianti di Bari e Talamona, invece, intendono aumentare le linee produttive e integrare tecnologie innovative per aumentare l’efficienza e la sostenibilità delle attività industriali, nonché supportare specifiche attività di Ricerca e Sviluppo. In particolare, il centro di eccellenza per le pompe pugliese verrà trasformato in una “multimodal factory” per produrre anche componenti per compressori.
A supporto degli investimenti a Bari, l’azienda ha presentato domanda di Contratto di Sviluppo. Gli interventi nel centro lombardo mirano, invece, all’ulteriore sviluppo e alla diversificazione delle attività dello stabilimento, per una sempre maggiore competitività del sito produttivo e dei suoi prodotti strategici, anche all’interno del modello sinergico che caratterizza il gruppo.
SVILUPPO DELLO STABILIMENTO DI VIBO VALENTIA
In continuità con la strategia di potenziamento della capacità produttiva in Italia, proseguono anche gli investimenti già avviati nello stabilimento di Vibo Valentia, in Calabria, centro di eccellenza per la produzione di componenti chiave per il settore energetico, per cui è stata presentata già lo scorso anno domanda di Contratto di Sviluppo.
Gli interventi in corso puntano a incrementare la capacità produttiva, l’efficientamento energetico e la creazione di un centro di Ricerca e Sviluppo in ambito tecnologico e digitale.








