Lo ha detto Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, in un intervista al Messaggero. “Siamo convinti che fare in tempi brevi un accordo sulla concessione sia nell’interesse del Paese, oltre che in quello di Aspi, sulla base di impegni e di regole chiare e definite. Credo sia la via maestra e auspico che possano crearsi le condizioni. Siamo disponibili – ha continuato – a sederci a un tavolo anche subito, con tutte le parti coinvolte e crediamo che, con la volontà politica, potremmo chiudere l’intesa in una settimana. Non vogliamo che la scadenza del 30 giugno sia un ostacolo a questo confronto, ma non rinunciamo a considerare fermi i diritti previsti per Aspi nella convenzione”.
“Gli impegni di manutenzione messi sul tavolo: in tutto 2 miliardi dal 2020 al 2023, se si considerano i 700 milioni in più che spenderemo. Ma abbiamo anche fatto una seconda proposta, a maggio, dopo diverse interlocuzioni: abbiamo arrotondato ulteriormente i 2,9 miliardi di euro, prevedendo risorse a carico della società per ulteriori manutenzioni. Non solo – ha proseguito – nel frattempo abbiamo messo in campo nuove metodologie di controlli della rete, e stiamo lavorando con il Ministero perché diventino un protocollo condiviso dal settore. È un grandissimo sforzo per cambiare il nostro dna e per definire nuovi standard nazionali di manutenzione. Senza contare che, in questo contesto economico, dei 14,5 miliardi di investimenti entro il 2038, Aspi sarebbe in grado di avviare subito lavori per oltre 7 miliardi”.
“Non intendiamo abdicare ai diritti della società ha concluso – cioè quelli previsti dalle regole date dal contratto di convenzione. Abbiamo cercato in tutti i modi di confrontarci per definire un rapporto contrattuale equilibrato tra Stato e concessionaria. Questo è’ necessario per consentire una corretta capacità finanziaria della società. La nostra difficolta’ all’accesso al credito e’ la dimostrazione diretta dell’impatto su Aspi cagionato dal milleproroghe. Abbiamo per questo fatto i doverosi ricorsi di tutela. Sui pedaggi, stiamo valutando se esistono le condizioni per un confronto sul sistema tariffario Art, su cui comunque abbiamo fatto ricorso con tutti i concessionari italiani. L’obiettivo e’ trovare con il Governo forme di incentivi sugli investimenti e modalità di adeguata remunerazione per ammodernare la rete, nell’interesse del Paese”.








