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Aurelio Regina (Confindustria Energia): «Il rincaro delle bollette è come una Finanziaria scaricata sulle aziende»

La bolletta del sistema industriale italiano continua la sua crescita vertiginosa: se nel 2019 il costo di energia e gas ammontava a 8 miliardi di euro, la previsione per il 2022 è di ben 37 miliardi. “È come se un’intera Finanziaria fosse stata scaricata sulle spalle delle industrie italiane”, ha fatto notare Aurelio Regina, delegato Confindustria per l’Energia, nel corso di un incontro operativo di Confindustria Alto Adriatico moderato dal presidente Michelangelo Agrusti, a cui hanno partecipato oltre 500 imprese da tutt’Italia.

“Nelle prime due settimane di dicembre, l’energia ha toccato il picco storico di 374 euro megawatt ore: significa una crescita del 280% rispetto al valore di gennaio 2021, e addirittura del 650% rispetto a gennaio 2020. È aumentato di sette volte in due anni”, ha proseguito Regina. “Questo trend ha colpito tutte le borse elettriche europee, ma non tutte le nazioni lo hanno affrontato nello stesso modo”.

“La Francia, ad esempio, ha stoccato virtualmente il 25% della propria produzione annuale e l’ha destinato alle industrie a un costo di 42 euro a megawatt ore, facendo diminuire il prezzo medio di approvvigionamento della metà. La Germania, invece, ha applicato la massima scontistica prevista dalle norme comunitarie, pari all’85%, per il proprio sistema industriale”. Invece, l’Italia non è stata altrettanto virtuosa: “Il mondo politico, concentrando i propri aiuti in questo campo su famiglie, artigianato e su una piccola percentuale di PMI, ha affrontato la questione in modo emergenziale, mancando di lungimiranza”.

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