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Aurelio Regina (delegato Confindustria per la transizione energetica): «Pacchetto ambientale europeo inciderà sul manifatturiero, serve leadership di Draghi»

Sulla transizione energetica, e in particolare sulle conseguenze delle scelte Ue, come lo stop a auto diesel e benzina nel 2035, «chiediamo al premier Draghi di essere convocati e confidiamo che presti grande attenzione al dossier, prendendone la leadership. Dovremo scalare una montagna, c’è in gioco il manifatturiero italiano». A sottolinearlo, nel corso di un’intervista al Sole 24 Ore, è Aurelio Regina, delegato di Confindustria per l’Energia e la transizione energetica.

«Il pacchetto ambiente europeo deciso dalla Ue la scorsa settimana inciderà profondamente sull’assetto produttivo dell’Europa. E inciderà soprattutto sui paesi manifatturieri, come la Germania, la Francia e l’Italia. C’è bisogno di grande attenzione, di realismo, di trovare soluzioni tecnologiche per consentire una transizione energetica ordinata, con tempi e modalità adeguate».

Secondo Regina, «occorre una riflessione politica a livello di governo, vanno messe in campo misure di sostegno anche per l’industria trascurata nel Pnrr. Il nostro Governo deve essere più presente a Bruxelles e presidiare lo sviluppo della normativa del Green Deal valutando attentamente gli interessi del Paese, per evitare che si verifichino squilibri tra i paesi membri».

Al ministro della Transizione ecologica Cingolani, «abbiamo espresso la preoccupazione di Confindustria. È una questione complessa, di cui va investito tutto il governo insieme alle istituzioni. Occorre delineare rapidamente una visione strategica di politica industriale per il Paese identificando da subito le linee di intervento ed i tempi per la riconversione e lo sviluppo dell’industria nazionale lasciata solo di fronte a questa sfida senza precedenti».

«Sarà un passaggio complesso, un cambiamento totale del fare impresa. Oggi si fa fatica a immaginare come saranno e cosa produrranno marchi come Ferrari o Ducati. Si tratta di settori strategici, in Italia e in Europa. I costi per cittadini e imprese saranno consistenti. Ecco perché la questione va affrontata con urgenza e al massimo livello», conclude il delegato di Confindustria.

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