Il rischio esiste. L’allarme è stato lanciato nel corso dell’Assemblea di Assolavoro, l’associazione di categoria delle Agenzia. Tema del giorno: La ripresa economica del Paese dopo l’emergenza Coronavirus.
IL “MANIFESTO” DI ASSOLAVORO
“Dopo la fase più acuta di emergenza – si legge nel ‘manifesto’ rilasciato da Assolavoro – la ripresa sarà inevitabilmente connotata da un atteggiamento da parte delle imprese tendenzialmente prudente che presumibilmente si tradurrà in un significativo utilizzo di forza lavoro temporanea, in attesa che la domanda di beni e servizi si consolidi e diventi meno volatile. In tale scenario il rischio concreto è quello di incremento del livello di precarizzazione del mercato del lavoro con la possibilità che la ripresa venga intercettata, anche per ragioni di carattere speculativo, da forme di lavoro meno tutelanti per il lavoratore se non illegali”.
“Vanno normativamente privilegiate, tra le forme di lavoro flessibili – dice Assolavoro – quelle che garantiscono retribuzioni rispettose delle disposizioni legali e contrattuali oltreché i diritti tipici del lavoro dipendente. Così è per il lavoro in somministrazione oltre che per il lavoro a termine alle dirette dipendenze dell’impresa. Si deve procedere, pertanto, con l’eliminazione dei limiti legislativi per l’uso di queste tipologie contrattuali – continua il manifesto – quali, in primis, le causali e il costo aggiuntivo in caso di rinnovo, anche per evitare che il patrimonio di competenze specifiche acquisito per un’attività sviluppata in un determinato contesto abbia a disperdersi a fronte di un turnover che rischia di far scivolare molte persone verso forme di occupazione meno tutelate. Contestualmente – continua Assolabvoro – occorre porre in essere uno sforzo aggiuntivo per evitare che vi sia un’ulteriore proliferazione del lavoro sommerso e di quello irregolare, a cominciare dalle finte partite iva, dalle collaborazioni che mascherano lavoro dipendente, dalle cooperative spurie funzionali solo a pagare fino al 20% in meno i lavoratori. Due le direttrici – conclude l’Agenzia – favorire la transizione da forme flessibili meno tutelanti verso il contratto a tempo determinato in somministrazione e rafforzare al contempo le attività di controllo”.








