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Associazioni Automotive: «Nella legge di Bilancio nessuna previsione per la transizione ecologica e energetica della mobilità»

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Insorgono le associazioni che rappresentano in Italia le filiere industriali e commerciali automotive di fronte “alla totale assenza, nella Legge di Bilancio, di misure per affrontare la transizione ecologica ed energetica della mobilità”. E con loro i sindacati metalmeccanici che parlano di “imperdonabile disattenzione del governo”.

La protesta unisce tutto il settore, in attesa di un intervento – sollecitato in questi mesi nei diversi tavoli al Mise – a sostegno del settore pesantemente colpito dalla crisi dei semiconduttori e dalla ripresa della pandemia. Si dicono “incredule” Anfia, Aniasa, Assofond, Federauto, Motus-E, Ucimu e Unrae che chiedono al premier Draghi e ai ministri Cingolani, Giorgetti e Franco “di porre rimedio tempestivamente alla totale assenza di politiche per l’automotive in un momento estremamente delicato per il settore, mantenendo fede agli impegni annunciati”.

“La mancata previsione di un intervento strutturale nella Legge di Bilancio – osservano le associazioni – si somma all’assenza di misure specifiche nel PNRR nella componente transizione energetica e della mobilità sostenibile”. “Non si comprende per quale motivo l’Italia, che dispone in questo momento di risorse eccezionali, non abbia fin qui varato un piano per sostenere il settore dell’auto che è in fortissima difficoltà” afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.

“La legge di bilancio, come il PNRR, condanna l’industria e i lavoratori dell’automotive a una crisi drammatica. Migliaia di lavoratori sono a rischio” dicono Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e Simone Marinelli, coordinatore automotive per la Fiom, che non escludono “una mobilitazione nazionale a Roma se arriveranno risposte”.

Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, sostiene che “il Governo continua a ostentare una colpevole indifferenza verso le sorti del settore”, mentre il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano e il coordinatore automotive Stefano Boschini insistono sulla necessità di “un Fondo per sostenere la trasformazione dell’industria automobilistica come hanno fatto altri Paesi in Europa”.

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