Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Api Torino, Pmi hanno ordini solo per un mese

Le Pmi torinesi hanno ordini solo per  un mese; la metà degli imprenditori prevede un ulteriore  peggioramento della situazione. Sono due delle indicazioni che arrivano dalla tradizionale indagine congiunturale di metà anno  condotta dall’Ufficio Studi di Api Torino.

«Quanto emerso dalla  nostra ricerca – spiega il presidente di Api, Corrado Alberto –  dimostra non solo l’effetto pesante di Covid-19 ma soprattutto  quanto occorra fare di più dal punto di vista degli strumenti  messi a disposizione delle imprese per ripartire. È necessario,  in particolare, non solo spostare in avanti scadenze e impegni  fiscali-tributari, ma impostare una sorta di contabilità-Covid  che preveda una forte iniezione di liquidità, una spinta al  mercato interno, sostegni per le esportazioni, una attenzione  verso settori strategici come quelli delle grandi opere e  dell’automotive. Accanto a tutto questo, è importante una  decisa azione di snellimento della burocrazia. Certo, alcune  cose sono state intraprese, altre sono state per ora solo  annunciate. Le istituzioni devono comunque rendersi conto che il  tempo degli annunci è ampiamente scaduto». Per il presidente di  Api Torino l’autunno è dietro l’angolo e, oltre al rischio di  una ripresa dei contagi, quello che potrebbe accadere è un’ondata di chiusure di aziende che, soprattutto per le Pmi,  significherebbe non solo disoccupazione ma anche la perdita di  saperi produttivi difficilmente recuperabili. «E l’Italia, ricordiamocelo, ha proprio nelle Pmi il suo asse produttivo più importante».

Per quanto riguarda le previsioni per  il secondo semestre prevale il pessimismo. È quello che sostiene il direttore  dell’Ufficio Studi, Fabio Schena: « Prevale anche tra coloro che  prevedono una parziale ripartenza già nei prossimi mesi (il  saldo ottimisti-pessimisti crolla a -46,6%). Contribuisce ad  alimentare l’incertezza la ridottissima durata del portafoglio  ordini finora raccolti che, per oltre il 60% delle imprese, non  supera 30 giorni».

Preoccupa in particolare la previsione di tempi di recupero troppo lunghi, con effetti pregiudizievoli sullo stato  di liquidità di molte imprese. Al riguardo, secondo quanto  emerso a maggio 2020 da un recente sondaggio condotto  dall’Associazione, gli imprenditori torinesi valutano inefficaci  le misure finora introdotte dal Governo a sostegno della  ripartenza del sistema economico e dunque della società. Nel  50% dei casi gli imprenditori prevedono un ulteriore aggravio  delle performance aziendali, mentre secondo un imprenditore su 5 «il peggio potrebbe essere passato» o, perlomeno, è attesa nei  prossimi mesi una ripresa dei livelli di ordinativi e  fatturato (saldi previsionali su ordini e fatturato pari a circa -28%). In effetti, seppure con il graduale riavvio delle  attività economiche, alcuni settori già nei mesi di maggio e  giugno hanno registrato una parziale “ripartenza” degli  indicatori economici congiunturali, ciò è avvenuto con un  esiguo impiego del personale dipendente e sopraggiunti costi in attuazione dei Protocolli di Sicurezza in azienda.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.