Bisogna pensare subito alla ripresa. Quest’anno sarà fondamentale per Roma: ci sarà l’elezione del nuovo sindaco. “Abbiamo condiviso la decisione della sindaca Virginia Raggi di convocare un tavolo con le imprese: daremo il nostro contributo per il rilancio della città. Serve un cambio di passo e il prossimo sindaco dovrà occuparsi a tempo pieno della capitale. Dovrà avere una squadra forte, fatta da persone molto competenti. Anzi, questa avrà più importanza del sindaco stesso”. A dirlo, in un’intervista al Sole 24 Ore, Angelo Camilli, presidente di Unindustria Lazio, che mette in fila le priorità per il rilancio della Regione Lazio per inizio 2021.
“Siamo in una situazione di emergenza, dobbiamo investire da subito”, spiega Camilli, a giudizio del quale un progetto per il rilancio potrebbe essere “la candidatura di Roma per l’Expo del 2030 ma i tempi sono molto stretti, oppure del 2035. Questa – spiega – va presentata dieci anni prima, quindi dobbiamo muoverci adesso. Il progetto, insieme al Recovery Plan e al Giubileo del 2025, potrebbe essere l’occasione per mobilitare tutte le risorse di Roma per cambiare il volto della città”.
L’altra proposta forte di Unindustria è sull’istruzione. “Abbiamo lanciato l’idea di creare un Politecnico di Roma e del Lazio. Il progetto -sottolinea il presidente di Unindustria – è stato accolto con favore dalla Regione Lazio e potrebbe beneficiare dei fondi di Next Generation Eu. In questo modo si darebbe l’immagine del Lazio come regione manifatturiera, caratteristica che effettivamente ha. Noi abbiamo infatti una ricchezza industriale straordinaria”.
C’è poi il potenziamento delle infrastrutture: “L’asse portuale Civitavecchia-Gaeta va rilanciato, non solo per il settore crocieristico, ma anche per il traffico merci”. Sul fronte delle grandi opere stradali per Camilli “va trovata una soluzione definitiva alla costruzione dell’autostrada Roma-Latina. Stiamo chiedendo al ministero delle infrastrutture e alla Regione quale indirizzo vogliono dare all’opera. Tra le priorità vanno inserite anche la Orte-Civitavecchia, la Cisterna-Valmontone, la chiusura dell’anello ferroviario di Roma, il raddoppio della Salaria”.
Quanto all’emergenza sanitaria e l’impatto sull’economia, secondo il presidente di Unindustria, nel Lazio “ci sono comparti che hanno tenuto. Penso al farmaceutico, la difesa, l’aerospazio, l’alimentare, l’information technology. Ma – sottolinea – ha sofferto molto il turismo e tutta la sua filiera. E Roma vive sul turismo straniero. Il settore audiovisivo, poi, ha subito un danno fortissimo”. Basta farsi un giro per il centro deserto di Roma per toccare con mano quello che Camilli chiama “l’azzeramento del settore turistico: -90% l’occupazione delle camere, 7 miliardi di entrate in meno dal turismo nel 2020, il trasporto che ha avuto crollo del 70%”. E il comparto soffrirà anche nel 2021.








