Bisogna semplificare i requisiti di ammissione delle società alla Borsa e rendere più competitivo il sistema italiano di regole societarie. E l’ingresso di Borsa italiana nel gruppo Euronext può essere l’occasione per rilanciare il ruolo del mercato dei capitali in Italia. Lo afferma Andrea Vismara, amministratore delegato di Equita, in un’intervista al Sole 24 Ore.
Vismara, che ha fatto parte anche del Technical expert stakeholder group, costituito dalla Ue per studiare come facilitare la quotazione delle pmi, sottolinea che quello italiano è “un mercato che ancora oggi presenta grandi problematiche: le aziende non affrontano volentieri il processo di quotazione in Italia e sempre più spesso decidono di spostare la sede all’estero per beneficiare di un contesto più favorevole”. Tanto che di 13 società che quest’anno hanno voluto accedere ai mercati regolamentati, “nove hanno preferito andare all’estero o sottoporsi alla fase istruttoria in un altro Paese”, ricorda.
La Consob “ha iniziato a proporre alcuni cambiamenti, sulla possibilità di pubblicare il prospetto direttamente in inglese, o per semplificare e razionalizzare il processo di quotazione. Passi nella giusta direzione, però bisognerebbe semplificare tutti i requisiti per il listing, intervenendo anche sulle attestazioni che gli emittenti devono consegnare alla Borsa, e interrogarci se il nostro sistema di regole societarie sia competitivo rispetto ad altre giurisdizioni o se invece vada rivisto”, sottolinea l’ad di Equita. “In breve, richiamando il titolo del lavoro del Tesg, l’obiettivo è ‘making listing cool again’, prima e dopo la quotazione”.
Infine il passaggio di Borsa Italiana in Euronext “ha consentito di concentrarsi di nuovo sull’importanza della Borsa”. Il network Euronext che accoglie al suo interno sette Borse “ci porta esempi positivi di crescita dei mercati. Siamo fiduciosi che l’esperienza di un grande network internazionale ci aiuti a sviluppare i nostri mercati e tuttavia è con un po’ di preoccupazione che dobbiamo constatare che l’advisory board, sollecitato per portare nelle scelte strategiche il contributo dell’industria, non più rappresentata in cda, non sia stato ancora costituito”, conclude Vismara.








