“Io ho in mente solo la creazione di valore e voglio massimizzarlo nel tempo in maniera sostenibile”. Lo dice al Corriere della Sera il Ceo di Unicredit, Andrea Orcel, rispondendo a una domanda sul risiko bancario.
“Nei prossimi anni quello che lo creerà è al nostro interno: tecnologia, fabbriche… siccome c’è molto valore da creare, non ho pressioni. Certo, l’M&A giusto aggiunge valore, però deve essere adatto alla nostra strategia e al prezzo giusto. Oggi in molti casi le fusioni fanno più comodo a quelli che le propongono anziché a chi le dovrebbe fare, come noi”, aggiunge.
In merito alla presenza di tanti investitori stranieri, come Mozilla, Orcel spiega che “nel totale sono bassi, ma credo sia perché siamo una proxy per l’Europa. Negli ultimi 15 anni le banche Usa hanno viaggiato con un Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) a doppia cifra, quelle europee sotto il 10%, avendo i tassi negativi e dovendo rafforzarsi, quindi nessuno investiva su di esse. Ora con i tassi positivi è emerso il 60-75% del conto economico delle banche europee, Unicredit è cresciuta nel Rote e ha sorpreso le aspettative. Siamo diventati molto attrattivi per gli investitori internazionali”.








