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Andrea Carlucci (Toyota Europe): «Transizione al 2035 delle vetture a benzina e diesel sarà complicata, soprattutto per i consumatori»

La transizione al 2035, ultimo anno deciso dalla Ue per la vendita in Europa di autovetture a benzina e diesel, «sarà complicata, con tanti interrogativi aperti per l’industria, per l’impatto ambientale e soprattutto per i consumatori». Ad affermarlo, nel corso di un’intervista su La Repubblica, è stato il vicepresidente marketing e prodotto di Toyota Europa, Andrea Carlucci.

«L’impatto diretto per quanto riguarda l’aspetto industriale spaventa. Premesso che comunque l’industria si reinventerà in base alle nuove decisioni bisogna considerare che tutti i costruttori hanno già fatto molti investimenti sulla riduzione delle emissioni, nel 2020 abbiamo rispettato il target dei 95 grammi di CO2 per chilometro e oggi siamo in grado di fare risultati ancora migliori grazie alle nuove tecnologie. Insomma, nessuno vuole contestare le scelte politiche ma è il caso di guardare a tutta la filiera con l’obiettivo di inquinare meno».

L’imposizione di una sola soluzione digitale, afferma Carlucci, «avrà anche dei costi sociali. Un impatto negativo sull’attuale forza lavoro visto che produrre un’auto elettrica è più semplice rispetto ad una con motore endotermico. D’altro canto, è anche vero che questa riconversione verde può diventare un’opportunità per l’Europa. Attualmente la maggior parte delle batterie vengono costruite in Asia e trasportate in Europa. Questo significa un costo ambientale alto relativo al trasporto e nello stesso tempo favorisce un altro continente. Quindi, occorrerebbe ribaltare la situazione, produrre le batterie in Europa e sempre qui riciclarle. In questo modo sarebbe il vecchio continente a trarre benefici in termini industriali e di forza lavoro. Insomma, sarebbe un modo per compensare la perdita iniziale in termini di forza lavoro».

Per questo, aggiunge Carlucci, «siamo convinti che sia essenziale agire contemporaneamente su tutti i fronti. Non solo sul blocco dei motori endotermici. La filiera deve camminare insieme. Tutte le tecnologie possono essere valide per abbattere la CO2».

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