“Non scegliamo le aziende una dopo l’altra secondo le opportunità che emergono sul mercato.
La realtà che selezioniamo deve integrarsi perfettamente nel modello che Investindustrial ha in testa.
Per fare un esempio, stiamo costruendo un polo dell’alimentare che già oggi fattura 8 miliardi, con 20 mila persone in 116 impianti e 20 siti di ricerca e sviluppo”.
Lo ha detto Andrea Bonomi, fondatore di Investindustrial, al Corriere della Sera.
“Dagli ingredienti di Csm alle passate de La Doria fino ai tappi di Guala Closures e Eataly.
Siamo in un momento magico per Investindustrial e per l’Italia dove c’è una vivacità straordinaria.
Un’impresa italiana dà la tecnologia, il brand, la capacità, le competenze, che sono le migliori al mondo.
Poi c’è l’imprenditore, anche lui è il migliore”, ha aggiunto.
Quanto a nuove aggregazioni, “stiamo acquistando negli Stati Uniti un’azienda familiare che fattura circa 500 milioni di dollari e produce pasta.
Andrà sotto il cappello dell’italiana Amalfi che fattura quasi 3,5 miliardi e a cui fa capo La Doria, già primo produttore in Europa di pelati e polpa di pomodoro.
Nel settore alimentare abbiamo fatto 30 acquisizioni in tre anni e ora le nostre aziende hanno impianti in Europa e in America.
L’Asia e il Medio Oriente hanno ancora del potenziale inespresso”, ha proseguito Bonomi.
“Design Holding è il candidato ideale” per la Borsa.
“Apriremo prossimamente un negozio in Madison Avenue a New York, una vetrina sul mercato americano per i marchi Flos e B&B», ha concluso Bonomi spiegando che gli investitori sono “la metà europei, il 35% americani, il 15% viene da Asia e Medio Oriente, meno del 10% dall’Italia.
Ma nel nostro Paese si sta sviluppando un gruppo di investitori di qualità sofisticata come casse di previdenza e fondi pensione.
Tutto sta cambiando in Italia, c’è entusiasmo e voglia di fare.
Oggi il mercato vuole almeno il 20% di ritorno annuale, livelli che non si raggiungono con la finanza ma solo con un progetto industriale».








