Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Andrea Bartolomeo, Country Manager Saic Motor Italy S.r.l: “La flessibilità elemento base per la transizione elettrica nell’automotive” | L’intervento

In un momento caratterizzato da un processo di transizione verso la mobilità elettrica, ma al tempo stesso dalla persistenza di modelli tradizionali, la flessibilità diventa un valore fondamentale per impostare strategie di mercato efficienti.

Muovendo da questa prospettiva Andrea Bartolomeo – Country Manager, Saic Motor Italy S.r.l. – apre il suo intervento nella Tavola rotonda “Il futuro dell’automotive tra tecnologie emergenti, frammentazione delle discipline e armonizzazione tecnica globale” coordinata da Gian Luca Pellegrini – Direttore di Quattroruote e Ruoteclassiche – , che costituisce la giornata conclusiva del ciclo di seminari di Diritto dell’automotive (https://www.unibo.it/it/studiare/dottorati-master-specializzazioni-e-altra-formazione/insegnamenti/insegnamento/2023/493390) organizzati dal Prof.

Enrico Al Mureden, ordinario di Diritto civile nel Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna e autore del volume “Diritto dell’Automotive.

Dalla fabbrica alla strada: tra regole, mercato, tecnologia e società”, Società editrice il Mulino Bologna 2024 https://www.mulino.it/isbn/9788815387387).

La flessibilità di Saic – prosegue Bartolomeo – si fonda, anzitutto, sulla dimensione realmente multinazionale del gruppo che, oltre alla Cina copre in modo radicato e strutturato da anni tutte le aree geografiche.

Inoltre, in un momento caratterizzato da una transizione verso nuovi paradigmi di mobilità, costituisce un fattore decisivo la capacità di essere trasversali sulle tecnologie, benzina, plugin, EV e Full Hybrid.

Disporre di almeno una carline capace di ambire a posizioni di leadership in ogni comparto tecnologico rappresenta un valore fondamentale in una fase caratterizzata da un significativo margine di incertezza riguardo alle tempistiche e all’intensità con cui la transizione verso la mobilità elettrica si realizzerà.

Anche con specifico riferimento al mercato italiano assume una importanza strategica cruciale la capacità di un cogliere, interpretare e, in un certo senso, anticipare i profondi mutamenti che stanno interessando il mercato dell’automotive.

Questo atteggiamento proattivo, del resto non riguarda soltanto i costruttori delle auto, ma si riflette su tutta la filiera e coinvolge sia gli OEM, sia le reti di distribuzione nel loro complesso.

Non c’è dubbio che in queste dinamiche occorre incentivare la più efficace sinergia nel dialogo tra consumatore, impresa e istituzioni.

L’efficiente funzionamento del mercato nel settore dell’automotive, infatti costituisce un valore fondamentale per l’intero “sistema paese” e postula una strategia industriale lungimirante.

Occorre poi considerare il fondamentale elemento costituito dalla risposta dei consumatori.

Proprio sotto questo profilo appare imprescindibile la definizione di strategie mirate a promuovere una nuova cultura della mobilità e ad incentivare un celere rinnovamento del parco circolante.

Da questo punto di vista le politiche di incentivo economico, senz’altro auspicabili, debbono essere accompagnate da una più profonda strategia di sensibilizzazione del consumatore volta a rendere percepibili e condivisi i vantaggi scaturenti dalle nuove tecnologie, favorendo un’adesione spontanea del consumatore ad un modello di mobilità maggiormente efficiente e sostenibile.

Indubbiamente, sottolinea Bartolomeo, l’affermarsi dell’auto elettrica potrebbe costituire un vantaggio competitivo per i produttori dell’area asiatica, che tuttavia non sembra opportuno arginare attraverso lo strumento dei dazi.

Anche in una prospettiva storica l’affermazione dei brand giapponesi nei decenni passati sembra indicare l’opportunità di vedere nell’ingresso di nuovi players occasioni di cambiamento e di sviluppo anche per un sistema produttivo già consolidato come quello di molti paesi dell’Unione Europea.

In quest’ottica, conclude Bartolomeo, i produttori asiatici che intendono integrare la loro attività con il tessuto produttivo formatosi nei paesi dell’Unione Europea potrebbero dare vita a sinergie dalle quali scaturiscano vantaggi reciproci.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.