Nei giorni scorsi sul Corriere della Sera, un articolo a firma di Milena Gabanelli e Fabio Savelli aveva come titolo: “Monopolio Amazon: strategia, effetto Covid” . All’interno si faceva riferimento a tutto ciò che rappresenta il mondo delle vendite online dell’azienda di Jeff Bezos, ma anche di “finte imprese” che avrebbero rapporti commerciali con Amazon stessa. A questo articolo ha chiesto al Corsera di rispondere Mariangela Marseglia, country manager di Amazon.it e Amazon.es. Questo il testo del suo intervento.
MARIANGELA MARSEGLIA
“Dal giorno in cui abbiamo lanciato Amazon in Italia ad oggi, abbiamo investito in innovazione e nell’imprenditoria italiana più di 4 miliardi di euro senza ottenere alcun finanziamento pubblico agevolato -ha esordito – abbiamo anche aperto la vetrina Amazon Made in Italy per aiutare le piccole e medie imprese italiane a far crescere le loro attività e per promuovere la cultura e l’imprenditoria italiana all’estero. Abbiamo creato una suite di strumenti e servizi per aiutare quelle aziende a gestire la propria attività online e per favorire le loro vendite sui 18 siti di Amazon, in 12 lingue, raggiungendo milioni di potenziali nuovi clienti. Oltre 2.000 Pmi italiane, che vendono su Amazon – ha spiegato – hanno creato più di 18.000 posti di lavoro a tempo indeterminato solo per gestire le vendite online su Amazon, in aggiunta ai posti di lavoro creati tramite la loro attività tradizionale e hanno realizzato vendite all’estero utilizzando il sito Amazon per oltre 500 milioni di euro nel 2018. Amazon – ha continuato – ospita decine di migliaia di aziende italiane che gestiscono onestamente la propria attività online e, nell’attuale scenario – ha concluso la sua risposta all’articolo del Corriere della Sera – riteniamo che queste PMI debbano essere viste come un modello e non rappresentate come cattivi esempi, in quanto lo sviluppo di competenze digitali e una strategia multicanale potrebbe sostenere la ripresa economica e l’export di tutte le imprese italiane”.








