I contatti tra Ubi e Bper, prima dell’Offerta di Intesa, sarebbero stati solo interlocutori. Ora le cose si sono evolute: “Per noi è un’opportunità unica e forse irripetibile di crescita. Ma la nostra operazione dipende dall’esito dell’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. Vedremo come finirà, gli ultimi giorni sono quelli decisivi. Molti segnali lasciano pensare che l’Ops di Intesa possa avere successo”. Lo ha detto al Sole 24 ore l’amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli.
“Nell’autunno 2019 – ha raccontato il banchiere – ci siano incontrati alcune volte con il ceo Massiah per valutare in via del tutto preliminare i numeri di un’eventuale aggregazione, ma poi a dicembre Ubi ha deciso di procedere con un piano industriale in una logica stand alone. Quindi, quando in seguito ci è stata prospettata l’operazione con Intesa Sanpaolo non dovevamo scegliere tra due alternative, perché l’ipotesi Ubi in quel momento non era sul tavolo”.
Alla domanda se ci sarà un effetto dovuto al rilancio, effettuato da Intesa qualche giorno fa, Vandelli ha risposto: “Qualche impatto è probabile che ci sarà, ne parleremo. Il contratto con Intesa è già stato cambiato due volte, di recente per modificare il perimetro dell’operazione dopo le richieste dell’Antitrust. Sono certo che anche stavolta troveremo una soluzione soddisfacente per entrambi”.
Le filiali da acquistare “restano le 532 previste a seguito della richiesta Antitrust e sono già state identificate una ad una. La prevalenza, circa il 70% degli impieghi e della raccolta da clientela, è nel nord del Paese, soprattutto in Lombardia. E poi in Piemonte, Liguria e Marche, meno nel resto d’Italia”.
Vandelli ha spiegato che “contiamo di lanciare l’aumento di capitale sul mercato nella seconda metà di settembre. Intanto siamo al lavoro con le Autorità per le necessarie autorizzazioni a procedere con l’operazione, che terranno conto anche del cambio di perimetro del ramo di azienda da acquisire. Non solo con l’Antitrust ma anche con Bce e Consob. Con la presentazione dei conti semestrali del 5 agosto, avremo tutti gli elementi per definire l’operazione sul capitale”.
“I tempi dell’acquisizione dipendono dall’esito dell’Ops di Intesa e dalle valutazioni anche di tipo operativo che faremo, in particolare su aspetti legati alla migrazione informatica – ha proseguito – Serviranno alcuni mesi, l’importante per noi è fare le cose per bene”.
“Se le adesioni all’Ops supereranno il 50% si potrà procedere al rinnovo del cda e in seguito Intesa, esercitando i propri diritti di controllo, avrà un ruolo di coordinamento e indirizzo su Ubi. Riteniamo quindi che la cessione degli asset possa avvenire e aspettiamo fiduciosi l’esito dell’operazione”, ha aggiunto Vandelli.
Su quali siano i progetti per la rete di filiali che verrà acquistata: “Il percorso di Bper negli anni dimostra che siamo una banca connaturata ai territori, che ha saputo mantenere i valori migliori della sua matrice di banca popolare. Siamo cresciuti nel tempo, con gradualità, senza maxi-operazioni ma comunque con una quindicina di aggregazioni. E ovunque, dal Piemonte, alla Sardegna, all’Abruzzo fino alla Campania, abbiamo mantenuto e accentuato le relazioni con imprese e famiglie del territorio”.








