Alberto Bombassei, patron di Brembo, il colosso dei sistemi frenanti a livello mondiale, è intervenuto sulle pagine di Milano Finanza, intervistato da Luciano Mondellini.
L’ex-deputato di Scelta Civica, il partito inizialmente guidato da Mario Monti, si è espresso a proposito del nuovo governo che potrebbe essere guidato da Mario Draghi.
«La crisi di governo è stato uno spettacolo sconfortante che il Presidente della Repubblica ha giustamente deciso d’interrompere. Per quanto riguarda il professor Draghi, mai come oggi la reputazione, il prestigio e la competenza sono vitali per garantire al Paese di ottenere e gestire le risorse del Next Generation EU. Dobbiamo ringraziarlo per essersi reso disponibile. Come dobbiamo dire grazie a Mattarella che è l’unico cui intestare il merito di questa brillante soluzione alla crisi. Speriamo che i partiti non facciano altri danni ponendo vincoli e veti all’azione del futuro esecutivo».
Bombassei si è poi espresso a proposito della neonata Stellantis, fusione di Psa e Fca. «Ha molto senso. È la più grande integrazione di volumi che il mercato dell’auto abbia visto nella sua storia. Crea il quarto produttore mondiale, con oltre 8 milioni di veicoli e una scuderia di marchi invidiabile. Naturale che per guidarla si sia scelto il manager migliore a disposizione, in questo caso Carlos Tavares. Dal punto di vista della copertura geografica, Stellantis dovrà correre nel guadagnarsi un posto al sole in Cina, dove oggi non brilla per volumi, e che è già oggi e per i prossimi decenni sarà il più grande mercato al mondo».
Un’operazione interessante, che può rappresentare un esempio da seguire per le aziende italiane. «L’operazione Stellantis è un caso da manuale. Già oggi oltre l’80% dei volumi prodotti dall’ex Fca seguiva le logiche mondiali dei mercati e non era radicato in Italia. Con la nascita di Stellantis la produzione italiana rappresenta circa il 10% dei volumi totali del neonato gruppo. Questo numero è un bagno di verità necessario per capire come creare opportunità in una situazione che se mal compresa diventa un rischio letale per la filiera. Un gruppo multinazionale sceglie di investire in un Paese per le condizioni totali che questo offre: dimensione del mercato, eccellenza del contesto dei fornitori, facilità di fare business, certezza di regole. Nel nostro Paese abbiamo molte imprese eccellenti ma che faticano ad avere taglia adeguata al nuovo contesto. Inoltre non nascondo il fatto che abbiamo bisogno di imprenditori che vogliano rischiare di più e avere il mondo come obiettivo e che vedano la crescita anche con alleanze in modo positivo».
Sull’impatto dell’elettrificazione per la filiera italiana, Bombassei è chiaro. «L’elettrificazione è un fattore significativo di cambiamento, visto che un buon terzo degli occupati nel settore oggi dipende dai motori endotermici. Ma non è il solo. Sarà l’insieme di elettrificazione, connessione dei veicoli e della loro guida autonome che costituirà il grande cambiamento. Devo dire che le aziende italiane della filiera sono oggi meglio attrezzate sul versante dell’elettrificazione dei propulsori, con alcune eccellenze mondiali ben presenti. Nella connessione e nella futura guida autonoma stiamo lavorando bene, ma la competizione mondiale corre veloce e con investimenti multipli rispetto ai nostri».
Brembo al contempo ha affrontato al meglio la pandemia, ma si pone obbiettivi ambiziosi. «Brembo strategicamente deve diventare più “intelligente” accrescendo le competenze in campi nuovi che saranno importanti per i veicoli del futuro. Deve anche diventare ancora più competente nelle aree che già presidia, sia nel processo sia nel prodotto. Tatticamente invece deve diventare ancor più snella e reattiva». Ad aiutare, c’è stata «la veloce e persistente ripresa del mercato cinese, importante per Brembo, da un lato mi fa molto piacere, dall’altro mi preoccupa perché mentre la Cina scatta in avanti, in Europa siamo chini per allacciarci le stringhe delle scarpe a causa del virus».
Molti esperti auspicano operazioni m&a per Brembo. Bombassei, in chiusura, spiega le prospettive e la situazione riguardo Pirelli. «Siamo molto concentrati a sviluppare prodotti fortemente innovativi, in coerenza con lo sviluppo tecnologico che l’auto sta vivendo. Senza dubbio questo è il nostro primo obiettivo. La crescita per linee esterne è sempre nella nostra strategia ma non è la priorità. Intanto abbiamo di recente acquisito il 100% di Sbs leader europeo di pastiglie green per le motociclette. Pirelli (di cui Brembo ha il 5%, ndr) è un investimento industriale di lungo periodo in un’azienda che rispettiamo e apprezziamo».








