Agostino Giovagnoli (Avvenire): «Il vento della globalizzazione soffia da Oriente»

Agostino Giovagnoli commenta su Avvenire la creazione della più grande area di libero scambio del mondo (Rcep) che unisce 15 Paesi del Sud Est asiatico e del Pacifico. “E’ la conferma che oggi il vento della globalizzazione soffia da Oriente, una tendenza in corso da tempo ma particolarmente vistosa negli ultimi anni. Il recente accordo riempie infatti un vuoto lasciato da altri. Dopo aver lanciato grandi progetti di cooperazione commerciale transatlantica (Ttip) e transpacifica (Tpp), gli Stati Uniti d’America hanno poi abbandonato entrambi e l’iniziativa promossa dai Paesi del Sud Est asiatico (Asean) è stata raccolta da Paesi importanti come l’Australia, il Giappone e, soprattutto, la Cina.

La creazione di questa grande area di libero scambio, superiore anche a quella della Ue, svela dunque l’altra faccia della recente politica americana, iniziata prima di Trump ma portata da Trump all’esasperazione. Benché mascherata da toni aggressivi, è una politica di ripiegamento e disimpegno dalle grandi questioni del mondo contemporaneo. Lo mostra anche il duro scontro commerciale avviato dal presidente uscente con la Cina che, ostacolando le forme di scambio e di interdipendenza, spinge verso il ‘disaccoppiamento’ delle due economie.

Risultato: la Cina si allontana dai mercati occidentali per integrarsi maggiormente in quelli asiatici. Si va così vero la creazione di grandi blocchi continentali sempre più lontani e contrapposti, con crescenti divergenze economiche che si innestano sulle differenze storiche e culturali, accentuandole e radicalizzandole”.

“Ma oggi più che mai – sottolinea Giovagnoli -, non è nell’interesse dell’Occidente accentuare le distanze e alimentare i conflitti, come sottolinea l’anziano Henri Kissinger che raccomanda a Joe Biden e Xi Jiping di incontrarsi al più presto per decidere insieme che i loro contrasti, per quanto gravi, non porteranno alla guerra”.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.