“La transizione energetica e la decarbonizzazione non possono prescindere da un mix energetico che integri fonti rinnovabili e nucleare civile”.
Lo afferma Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, commentando le indicazioni emerse dal vertice mondiale sull’energia tenutosi a Parigi.
“Dal summit internazionale sull’energia è emersa con chiarezza la necessità di invertire la rotta. Solo attraverso un mix energetico che comprenda rinnovabili e nucleare civile si possono garantire sicurezza energetica, efficienza economica e una reale riduzione delle emissioni”, spiega Pepe.
Secondo il presidente di FareAmbiente, la progressiva riduzione del nucleare in Europa negli ultimi decenni è stata “un errore strategico”.
“Nel 1990 circa un terzo dell’elettricità europea proveniva dal nucleare civile, mentre oggi siamo scesi intorno al 15%.
Ridurre il nucleare è stato un errore.
Si tratta di una fonte affidabile, economica e a basse emissioni, indispensabile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”.
Pepe ricorda che FareAmbiente sostiene da oltre quindici anni la necessità di investire nel nucleare sostenibile e sottolinea come oggi il dibattito internazionale stia cambiando direzione.
“Abbiamo difeso questa posizione anche nei momenti più difficili, quando parlare di nucleare significava esporsi a critiche durissime.
Oggi però vediamo con soddisfazione che il dibattito internazionale sta andando nella direzione che avevamo indicato”.
Per il presidente di FareAmbiente il rilancio del nucleare rappresenta una priorità anche per l’Italia.
“La nascita di Nuclitalia, la società pubblica che coinvolge Enel, Leonardo e Ansaldo Energia, può rappresentare un passaggio importante per far rinascere il nucleare sostenibile nel nostro Paese”.
“L’Italia è stata tra i pionieri delle tecnologie nucleari e può tornare ad avere un ruolo di primo piano, soprattutto nello sviluppo del nucleare di nuova generazione e dei piccoli reattori modulari”, conclude Pepe.








