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Il bivio del Veneto, tra inverno demografico e Pil in crescita

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Pil in crescita, ma pesa l’inverno demografico

Il Veneto guarda ai prossimi anni con una crescita economica moderata, ma deve fare i conti con un inverno demografico sempre più evidente. Nel 2025 il Pil regionale è previsto in aumento dello 0,5%, mentre nel 2026 si stima un ulteriore +0,8%. I dati arrivano dall’Ufficio di Statistica della Regione.

Nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione si attesta al 69%, valore superiore alla media nazionale del 62,5%. Anche la disoccupazione resta contenuta al 3,1%, contro il 5,8% italiano. Tuttavia, sul piano demografico il quadro appare più critico.

Record negativo delle nascite e popolazione in calo

Rispetto all’anno precedente, il 2024 segna un nuovo record negativo delle nascite e conferma il progressivo invecchiamento della popolazione. Si contano 203 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani, dato che fotografa uno squilibrio generazionale crescente.

Al 1° gennaio 2025 la popolazione residente in Veneto è pari a 4.853.472 abitanti. Per i prossimi anni le previsioni Istat stimano un ulteriore calo, con perdite via via più consistenti. Il fenomeno demografico rappresenta quindi una delle principali criticità strutturali della regione.

Ripercussioni sul sistema scolastico

Il calo demografico incide direttamente sull’organizzazione del sistema scolastico. Dall’anno scolastico 2015/16 al 2023/24 si registra una diminuzione del numero di classi, soprattutto nelle scuole primarie e in parte nelle secondarie di primo grado.

Le classi prime e seconde della scuola primaria segnano le perdite più consistenti, rispettivamente -12% e -15%. Nelle scuole primarie aumentano inoltre le sezioni pluriclasse (+52%), segnale di una riorganizzazione resa necessaria dalla riduzione degli iscritti.

Turismo, occupazione e commercio estero

Accanto alle criticità demografiche emergono indicatori economici positivi. Nel turismo si registra un saldo commerciale favorevole tra la spesa dei veneti per viaggi all’estero, pari a 2,4 miliardi di euro nel 2024, e quella degli stranieri in Veneto, che raggiunge 7 miliardi di euro.

Il turista straniero spende mediamente 136 euro al giorno, in linea con la media italiana, e assegna un voto medio di 8,9 al soggiorno, con apprezzamenti per il cibo, la cordialità e la qualità dell’alloggio.

Positivo anche l’andamento dei porti di Venezia e Chioggia, con 26 milioni di tonnellate di merci movimentate e un incremento del 5,1% rispetto al 2024. L’export nei primi nove mesi del 2025 registra invece una lieve contrazione dello 0,6%, pari a 360 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2024.

Ambiente ed economia circolare

Sul fronte ambientale si registrano risultati significativi. La raccolta differenziata raggiunge il 78,2% nel 2024, con picchi superiori all’85% nelle province di Treviso e Belluno. Si riduce drasticamente anche il conferimento in discarica, con il 72% dei rifiuti avviati al recupero.

Il Veneto presenta inoltre un tasso di riciclo della materia pari al 69% nel 2024, valore già superiore all’obiettivo del 65% fissato dall’Unione europea per il 2035.

Crescita economica e sfida demografica

Il quadro regionale mostra dunque una crescita economica contenuta ma stabile, con un mercato del lavoro solido e indicatori ambientali positivi. Tuttavia, l’inverno demografico, segnato da un nuovo record negativo delle nascite e da un rapporto di 203 over 65 ogni 100 giovani, rappresenta la sfida strutturale più rilevante per il futuro del Veneto.

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