Interesse nuovamente negato a M&A e focus sui buyback e sulla trasformazione digitale: Unicredit procede e rafforza la strategia di riduzione delle esposizioni deteriorate.
La banca di Piazza Gae Aulenti ha ceduto pro-soluto un portafoglio di crediti in sofferenza, derivanti da contratti di credito chirografario verso clientela del segmento piccole e medie imprese italiane a Ifis Npl e Gaia Spv (un veicolo di cartolarizzazione finanziato da Guber Banca e Barclays Bank plc).
Il portafoglio comprende esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano con una creditoria complessiva – al lordo delle rettifiche di valore – di circa 840 milioni di euro. L’impatto della cessione è stato già recepito nel bilancio del secondo trimestre 2020. Dell’intero portafoglio Banca Ifis ha rilevato circa 486 milioni di euro in valore nominale, vantati verso più di 8.200 debitori, mentre Gaia ha rilevato la restante porzione pari a circa 354 milioni di euro di valore nominale. Banca Ifis e Guber Banca agiranno come special servicer delle rispettive parti di portafoglio acquisite.
L’operazione è coerente con la strategia di Banca Ifis di essere la controparte di riferimento per l’acquisto di portafogli Npl nelle diverse fasi del ciclo economico, con capacità di eseguire transazioni di importo molto rilevante direttamente o in partnership con primari operatori di mercato.
Da inizio anno, Banca Ifis ha acquistato 11 portafogli di Npl per circa 1,3 miliardi di euro di valore nominale, agendo in un contesto di mercato che rimane dinamico e offre interessanti opportunità reddituali. La Banca sta attualmente partecipando a 15 processi di cessione per un controvalore nominale di circa 1,9 miliardi di euro. Gli acquisti di Npl finalizzati in questi mesi, offriranno un buon contributo alla redditività della Banca nei prossimi due anni, grazie a un’attività di recupero proattiva e diversificata. I prezzi di acquisto sono in linea con le aspettative. Il possibile slittamento delle tempistiche di recupero dovrebbe essere mitigato dal fatto che Banca Ifis è in grado di offrire ai propri debitori piani di rientro sostenibili con durata media di circa 7 anni. Allo stesso modo ieri la banca di Piazza Gae Aulenti ha raggiunto un accordo con un veicolo di cartolarizzazione gestito da illimity e Gaia, per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario verso clientela del segmento piccole e medie imprese italiane.
“Unicredit non è interessata a operazioni di acquisizione e fusione ma continua a puntare sul buyback come strumento per remunerare gli azionisti in modo stabile e crescente”, ha detto Jean Pierre Mustier, ad del Gruppo Unicredit, nel corso di un webinar trasmesso su Euromoney. Per il banchiere Unicredit rimane concentrata sulla trasformazione digitale: questa rimane la via maestra per efficientare la banca che non guarda in questa fase ad operazioni straordinarie. Il banchiere ha commentato anche l’accordo raggiunto sul recovery fund. “Si tratta di un affare estremamente positivo e consentirà all’Europa di affrontare le sfide nei prossimi anni. Ciò che è buono per l’Europa è buono anche per le sue banche. Il settore finanziario ha un ruolo importante, facilita gli investimenti pubblici e privati per garantire posti di lavoro e aiutare i settori e le regioni più colpiti e proteggere i cittadini europei. Siamo disposti e pronti a fare la nostra parte”








