“Non si fanno più figli in Italia e nemmeno in Veneto. E la novità è che anche gli stranieri che vivono da noi hanno cominciato a generare meno figli. Dobbiamo fare qualcosa per invertire la rotta”. Lo ha affermato oggi il segretario regionale Roberto Toigo all’Assemblea regionale della Uil Veneto, svoltasi oggi a Zelarino (Venezia) sul tema dell'”inverno demografico”.
“Proprio ieri – ha detto Roberto Toigo – il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli ha confermato che anche nello scenario di natalità più favorevole ci sarà comunque un’amplificazione dello squilibrio tra nuove e vecchie generazioni, cosa che comporterà un impatto importante sulle politiche di protezione sociale. In questo momento non si intravedono cambi di scenario. Per invertire la rotta, occorrono politiche industriali e sociali adeguate. Le istituzioni e i servizi si devono adattare velocemente alle nuove forme familiari, facilitando l’uscita di casa, la certezza economica, l’equilibrio dei ruoli all’interno delle coppie e la conciliazione famiglia-lavoro.
Anche le stime sul Pil, che sarà inferiore rispetto a quanto preventivato dal governo, ci confermano che l’uscita dalla crisi non è dietro l’angolo. Senza un rilancio dell’economia, senza una lotta alla precarizzazione del mondo del lavoro, senza politiche sia per le famiglie che per gli anziani, senza un’idea di Paese che passi attraverso politiche a medio e lungo termine – ha concluso – questo inverno è destinato a durare a lungo”.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i dati statistici elaborati da Veneto Lavoro, dai quali emerge che lo scorso anno in Veneto si è scesi per la prima volta sotto i 32mila nuovi nati. E a fare meno figli non sono solo gli italiani e i veneti: nel 2013, gli stranieri rappresentavano quasi il 22% dei nati totali (circa 42mila), nel 2023 circa il 18%. In soli 10 anni ci sono state 11.500 nascite in meno.
La denatalità e l’invecchiamento in Veneto innalzano sempre di più l’età media della popolazione, che nell’ultimo biennio ha superato i 46 anni, crescendo di oltre 4 anni in un ventennio, e di conseguenza dei lavoratori. Secondo Veneto Lavoro, tra il 2013 e il 2023 le assunzioni di over 55 nel lavoro dipendente sono quasi triplicate, passando da 37mila a oltre 94mila, e queste persone più difficilmente lasciano il posto di lavoro anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile.








