Smartworking per i no vax? Non tutti possono «offrire mansioni da remoto», l’obbligo è da escludere. Lo dichiara Tiziano Treu, giuslavorista, presidente del Cnel, ex ministro del Lavoro e commissario Inps.
Per Treu, l’obbligo del Green Pass «era una tendenza inevitabile e il premier Draghi non ha perso tempo. Possiamo dire che il Green Pass è la versione soft dell’obbligo vaccinale. Un onere più che un obbligo. Ma un onere giusto».
«D’altro canto, la sospensione dallo stipendio, sanzione massima a carico del lavoratore, è un modo diverso per ottenere lo stesso risultato», aggiunge. Secondo Treu, la richiesta di tamponi gratuiti a chi non si vaccina «è inopportuna, come ha detto il premier Draghi.
Non possiamo utilizzare soldi pubblici per chi non vuole vaccinarsi gratis: gli italiani che si sono messi in fila per fare il vaccino non capirebbero. Mi sembra però che la tipica polemica sindacale sia stata già superata con un periodo di gratuità dei test e prezzi calmierati».
Ora, afferma Treu, «sarebbe utile» che le parti sociali, imprese e sindacati, aggiornino il Protocollo sulla sicurezza «anche per disciplinare con buon senso e flessibilità le modalità di lavoro da remoto e gestire tutte le situazioni più delicate».
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