«Putin è un pericolo, alla fine il problema è sempre quello di un individuo». A sostenerlo è il fotografo Oliviero Toscani. La «coscienza civile» è più importante della ricchezza, nella quale vengono organizzate le sfilate di moda a Milano mentre a Kiev si allestiscono quelle dei morti. Il fotografo, che lunedì compirà 80 anni, scandisce poi con forza rivolgendosi in qualche modo alla Russia: «Si tengano il loro gas, anzi che scoppino col loro gas. Preferisco andare a piedi democraticamente che in macchina in dittatura. Che si tengano quindi anche la benzina».
Insomma, ribadisce Toscani all’Adnkronos, «preferisco essere senza gas, al freddo, in una democrazia che avere il gas in una dittatura. Il grande problema» osserva «siamo noi che non reagiamo. Stiamo troppo bene, siamo troppo ricchi in questo Paese dove qualsiasi talento sembra che abbia la lebbra. Meglio un Paese povero, freddo ma democratico, che uno ricco che fa le sfilate di moda mentre gli altri muoiono».
In questa prospettiva, secondo Toscani, quando un domani verrà analizzato questo periodo «vedranno che da una parte c’è quello che sta succedendo a Kiev e dall’altra, a Milano, fanno le sfilate di moda. Là fanno le sfilate dei morti e qua fanno quelle di moda». Ecco perché, riflette Toscani, bisogna «cominciare ad avere una coscienza civile. Ma a chi interessa la guerra?», si chiede in modo provocatorio il fotografo che denuncia: «C’è un menefreghismo tremendo, ci interessiamo solo al livello dei social, solo da questo punto di vista. Oltretutto, il problema è che l’Ucraina produce frumento: lasciatela stare visto che produce il pane. Stanno fermando la produzione del pane per il petrolio e il gas e nessuno dice niente», conclude.
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