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Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione: “Per la scuola 3,9 miliardi di investimenti ben spesi”

“Una scuola confortevole è una scuola che dà anche risultati.

Con un investimento di 3,9 miliardi di risorse Pnrr, abbiamo costruito 166 nuove scuole in tutta Italia e ne abbiamo messe a norma 1.400, per cui un terzo delle scuole italiane oggi può dire di essere in regola.

È un risultato decisamente positivo.

Possiamo quindi dire che sono stati spesi bene i soldi che ci siamo conquistati sul campo”.

Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, in occasione dell’inaugurazione della nuova palazzina dell’ITIS “Leonardo Da Vinci” di Parma.

Il ministro ha proseguito sottolineando che quelli sulla messa a norma delle scuole “non sono gli unici risultati in ambito scolastico.

La riforma delle ITS Academy aveva l’obiettivo di portare da 11.000 a 22.000 gli studenti iscritti a questi percorsi, siamo arrivati a 30.000 come target italiano e abbiamo in totale 40.000 studenti iscritti agli ITS.

Dunque l’investimento di 1,5 miliardi si è ampiamente ripagato.

Lo dico per rispondere anche a quanti ogni giorno chiedono quanto PIL abbia prodotto il PNRR.

Io non so quanto PIL abbia prodotto questa scuola, ma so quanto potrà dare ai nostri allievi, i quali potranno dire di aver vissuto in ambienti confortevoli, con laboratori degni di questo nome, in aule ospitali.

Dunque in una situazione totalmente diversa rispetto al passato”.

“Il PNRR – ha proseguito Foti – ci ha anche consentito di occuparci della scuola dalla culla all’università, toccando tutti i gradi di istruzione.

Perché sono stati realizzati 150.000 nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia.

Nelle università, le collaborazioni che ci sono state hanno portato alla realizzazione di realtà come il centro di calcolo di cui l’Emilia Romagna è una delle destinatarie maggiori.

Teniamo infine presente che noi avevamo un obiettivo molto ambizioso rispetto al contrasto della dispersione scolastica: siamo partiti con una dispersione scolastica del 15%, siamo arrivati all’8%, con il dato migliore rispetto alla media europea.

Anche questo dimostra come con la cooperazione istituzionale, al di là delle appartenenze politiche, si possono raggiungere risultati importanti.

Sono tutti fiori all’occhiello che dimostrano come l’Italia sia capace di lavorare rispettando i cronoprogrammi.

Nessuno credeva che avremmo raggiunto tutti gli obiettivi previsti”, ha aggiunto Foti.

“Da quando sono stato nominato Ministro – ha aggiunto – la prima cosa di cui mi sono preoccupato è stato dire che non ci sarebbero state proroghe.

Perché se ci fossero state proroghe, oggi avremmo forse la metà delle realizzazioni che abbiamo.

Certo, bisogna adottare metodi nuovi, non bisogna lavorare sempre sull’emergenza.

Ma penso che possiamo iniziare a prendere a modello il metodo di gestione e la governance del PNRR.

Così sarà per i prossimi fondi della politica di coesione: saranno tutti fondi predeterminati, chi rispetta i tempi prendi i soldi, chi non rispetta i tempi non prende i soldi.

Credo sia giusto anche sotto il profilo del merito.

Quando il PNRR si chiuderà, con la rendicontazione del 31 dicembre 2026, – ha concluso Foti – l’Italia potrà vantarsi di avere avuto il migliore Piano realizzato in Europa per numero di obiettivi, quantità di risorse liquidate e qualità dei risultati ottenuti”.

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