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Alessandra Todde (viceministro economia): «Serve un Recovery Energy Fund europeo per superare nuova emergenza»

Le nuove sanzioni che l’Europa ha previsto per la Russia avranno impatto, che si legherà all’emergenza già esistente. Per questo saranno necessarie nuove risorse al fine di gestire l’emergenza energetica «che sta mettendo in ginocchio il Paese, le famiglie e le imprese». Lo afferma la viceministra al Mise e vicepresidente del M5s, Alessandra Todde.

«La gravissima aggressione della Russia verso l’Ucraina», sottolinea in una nota, «va condannata in modo compatto e la risposta Europea deve essere unitaria e il più forte ed incisiva possibile», dice Todde. «In questo scenario, la dipendenza dell’Italia dal gas russo – ne abbiamo importato nel 2021 circa 39 miliardi di metri cubi su 76 miliardi di consumi cioè il 40% del nostro fabbisogno – aggrava la crisi energetica che già sta colpendo il nostro Paese. Le sanzioni avranno un impatto molto importante e quindi va preservata la risposta comune europea, perseguendo la strada della maggiore autonomia energetica».

Recovery energy fund

Per questo, osserva Todde, «un Recovery energy fund europeo è lo strumento giusto per affrontare in maniera concreta questa emergenza che sta mettendo in ginocchio il Paese, le famiglie e le imprese. L’Italia deve battersi per rendere più autonoma l’Europa dal punto di vista energetico, accelerando gli investimenti sulle rinnovabili per far diminuire quel 70% di produzione di energia elettrica da gas del nostro paese al più presto possibile, differenziando le fonti di approvvigionamento del gas, perseguendo una politica di stoccaggi comuni europei e gestendo la situazione contingente con tutte le fonti energetiche disponibili».

«Come Movimento 5 Stelle abbiamo intenzione di lavorare in questa direzione. Ha ragione Giuseppe Conte quando parla di centralità della Bce e di evitare in ogni modo un ritorno all’austerità o una nuova stretta monetaria. L’Italia, come tutti i paesi europei, necessitano di investimenti pubblici massicci, di scelte economico politiche espansive proseguendo un percorso simile a quello che ha poi circa due anni fa all’accordo sul Next Generation Eu», conclude Todde.

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