Mattarella riporta la natalità al centro del dibattito pubblico
La denatalità e il sostegno alle famiglie tornano al centro della riflessione istituzionale. In occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indicato nel calo demografico una delle principali questioni da affrontare per il futuro del Paese.
Intervenendo durante la trasmissione Rai “Ne parliamo con il Presidente”, il Capo dello Stato ha risposto a una domanda sulle priorità che sceglierebbe oggi se dovesse iniziare nuovamente il proprio percorso parlamentare.
“Credo che partirei dalla denatalità. Solleciterei una riflessione sul patrimonio umano, sul capitale umano costituito dalle donne e gli uomini del futuro del nostro Paese”, ha affermato Mattarella.
Un tasso demografico negativo che preoccupa il Capo dello Stato
Nel suo intervento il Presidente della Repubblica ha evidenziato la gravità dell’attuale situazione demografica italiana.
“Noi abbiamo un tasso demografico negativo fortemente preoccupante”, ha sottolineato.
Per questo motivo, accanto alla necessità di una riflessione sul tema, Mattarella ha richiamato l’urgenza di politiche capaci di sostenere concretamente le famiglie.
“Insieme alla sollecitazione a riflettervi e occuparsene, farei una sollecitazione altrettanto forte per iniziative di sostegno alle famiglie, che incoraggino le famiglie, disegnando e realizzando un modello inclusivo che consenta l’inversione dell’andamento demografico”, ha dichiarato.
Il richiamo agli anni Settanta e alla riforma del diritto di famiglia
Nel ragionamento del Capo dello Stato emerge anche un parallelismo storico. Secondo Mattarella, la sfida della natalità richiede oggi lo stesso livello di determinazione che il Paese dimostrò negli anni Settanta nell’affrontare importanti trasformazioni sociali.
“Occorre davvero una determinazione molto alta per procedervi, simile a quella che si fece per altro aspetto, non lontano peraltro, negli anni ’70”, ha spiegato.
Il Presidente ha ricordato come, nonostante le difficili condizioni economiche, il terrorismo e la criminalità mafiosa, il Paese riuscì ad affrontare questioni fondamentali della vita civile.
“In quegli anni difficili per condizioni economiche, per l’assalto del terrorismo, per l’assalto della criminalità mafiosa, per una quantità di difficoltà che vi erano, si ebbe però la capacità di affrontare alcuni nodi della società”, ha osservato.
Tra questi, Mattarella ha citato la riforma del diritto di famiglia.
Una svolta di civiltà come esempio per il presente
Nel ricordare quella stagione di riforme, il Capo dello Stato ha sottolineato il valore della revisione del diritto di famiglia, che contribuì a superare norme considerate ormai inadeguate rispetto alla società italiana.
“È stato una svolta di civiltà, un grande risultato, dovuto all’impegno di tanti uomini e tante donne, anche di schieramenti politici diversi, anche contrapposti con determinazione, che però hanno avvertito in quegli anni un’esigenza comune, quella di un diritto di famiglia che fosse adeguato alla reale condizione della vita umana”, ha affermato.
Secondo Mattarella, proprio quella capacità di individuare obiettivi condivisi dovrebbe rappresentare un riferimento anche per affrontare le sfide demografiche contemporanee.
Un auspicio per il futuro demografico del Paese
Il Presidente della Repubblica ha concluso il suo intervento con un auspicio rivolto all’intero Paese.
“Spero che questo possa avvenire anche in questo periodo, anche in questi nostri tempi”, ha dichiarato.
Le parole di Mattarella collocano il tema della natalità e del sostegno alle famiglie tra le questioni strategiche per il futuro dell’Italia, richiamando l’attenzione sul valore del capitale umano e sulla necessità di costruire condizioni favorevoli per le nuove generazioni.








