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Martin Schulz (ex presidente Parlamento europeo): «Intesa Francia-Italia: segnale positivo»

L’accordo tra Francia e Italia? «Un segnale molto positivo». Queste le parole di Martin Schulz, ex presidente del Parlamento europeo ed esponente di spicco della Spd. «Dimostra che non esistono solo Francia e Germania. Da molti anni sostengo che il ruolo strategico dell’Italia in Europa non sia stato considerato a sufficienza», sostiene. «E che la passività di Merkel abbia favorito una convergenza tra Macron e Draghi».

«Non ci si può meravigliare: Parigi ha fatto una serie di proposte che sono state sostanzialmente ignorate da Merkel. Con l’arrivo di Scholz abbiamo l’opportunità unica che i tre Paesi europei del G7 si coordinino più tra di loro. Penso che molto presto ci sarà uno stretto coordinamento tra Scholz, Macron e Draghi», dice in un’intervista a Repubblica.

Non teme che la Germania resti esclusa?

«Ma no. Mi fa anche un po’ ridere questa ipotesi, spesso avanzata dagli stessi che si lamentano che Berlino non sia abbastanza forte. Nell’Ue non si può fare nulla senza la Germania. E senza l’Italia e la Francia».

Quali saranno le priorità di questo eventuale direttorio a tre: la Difesa, il Patto di stabilità, i migranti?

«Io vedo la necessità di intervenire in tutti i settori. Dobbiamo mobilitarci verso l’esterno e stabilizzarci all’interno della Ue. Dopo la Brexit ci sono tre Paesi che rappresentano oltre il 60% del Pil: Italia, Francia e Germania. E sono loro ad avere la maggiore responsabilità per questa indispensabile stabilizzazione», sostiene il politico tedesco.

Draghi al Quirinale la rassicurerebbe? O preferirebbe che continuasse a fare il presidente del Consiglio?

«Se penso a straordinari presidenti come Ciampi, Napolitano, Mattarella sono ovviamente convinto che anche Draghi garantirebbe una grande stabilità all’Italia, contrariamente a Berlusconi. Ma spero però che Draghi resti ancora un po’ dov’è adesso», chiosa Schulz

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