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Sanità: spesa farmaceutica oltre 23 miliardi nel 2025, tra invecchiamento della popolazione e costi dell’innovazione | L’analisi

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Oltre 23 miliardi di euro di spesa farmaceutica nei primi undici mesi del 2025

La spesa farmaceutica in Italia continua a crescere. Secondo l’ultimo monitoraggio Aifa, nel periodo gennaio-novembre 2025 la spesa complessiva ha raggiunto 23.131,2 milioni di euro, registrando un incremento di circa il 7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un dato che, secondo gli esperti, riporta al centro del dibattito la sostenibilità del sistema sanitario e l’impatto delle trasformazioni demografiche e tecnologiche sulla tenuta della spesa pubblica.

A commentare i dati è Carlo Centemeri, farmacologo clinico dell’Università di Milano, secondo il quale “analizzando a fondo i dati, emerge il ritratto di un Servizio Sanitario Nazionale alle prese con l’invecchiamento demografico, l’esplosione dei costi dell’innovazione tecnologica e con tetti di spesa ormai anacronistici”.

Cresce la spesa, ma i consumi restano sostanzialmente stabili

La spesa farmaceutica netta convenzionata a carico del Servizio sanitario nazionale, calcolata al netto degli sconti Aifa, delle compartecipazioni e delle rettifiche regionali, si è attestata a 7.732,2 milioni di euro, con un aumento di 289,8 milioni rispetto all’anno precedente.

I consumi, invece, mostrano una sostanziale stabilità. Le ricette dispensate sono state 525,3 milioni, con una lieve flessione dello 0,5% rispetto al 2024. Anche l’incidenza del ticket registra una diminuzione contenuta pari allo 0,9%.

Per quanto riguarda le dosi giornaliere dispensate, il dato evidenzia un incremento dello 0,2%, corrispondente a 52,8 milioni di dosi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Alla luce di questi numeri, Centemeri osserva: “Si spende di più, ma non ci si cura di più in termini di volumi”.

Il paradosso della spesa convenzionata sotto il tetto previsto

Uno degli aspetti più significativi emersi dal monitoraggio riguarda il rapporto tra la spesa farmaceutica convenzionata e i limiti fissati dalla normativa.

Il valore della spesa farmaceutica convenzionata, al netto dei payback vigenti, rispetto al tetto del 6,80%, è pari a 7.939,1 milioni di euro. L’incidenza sul Fondo sanitario nazionale si attesta al 6,40%, generando un avanzo di circa 498 milioni di euro.

Secondo il farmacologo dell’Università di Milano, “il paradosso più evidente risiede nella divisione dei canali di spesa: mentre la totale sfonda il tetto di oltre 4 miliardi, la spesa farmaceutica convenzionata, quella dei farmaci ritirati in farmacia con la ricetta rossa o bianca, incide sul Fondo per il 6,40%, resta quindi al di sotto del tetto del 6,80%. Risultato? Un avanzo virtuoso”.

Il contributo delle aziende farmaceutiche attraverso il payback

Il monitoraggio Aifa evidenzia anche il ruolo del payback farmaceutico, il meccanismo che obbliga le aziende a contribuire al contenimento della spesa pubblica.

Nel 2025 le aziende farmaceutiche hanno versato alle Regioni 230,6 milioni di euro in applicazione delle diverse forme di payback previste dalla normativa.

Si tratta di una componente che continua a incidere in modo rilevante sugli equilibri complessivi del sistema e sulla gestione della spesa sanitaria regionale.

Farmaci innovativi e antibiotici contro i germi resistenti

Particolare attenzione viene riservata anche ai farmaci innovativi, finanziati attraverso il fondo dedicato del Ministero della Salute.

Nel periodo gennaio-novembre 2025 la relativa spesa ha raggiunto 623,4 milioni di euro.

A questa si aggiunge la spesa destinata agli antibiotici per le infezioni da germi multiresistenti, i cosiddetti antibiotici reserve, che si attesta a 82,4 milioni di euro.

Per Centemeri si tratta di due capitoli strategici per il futuro della sanità: “Due voci che rappresentano il futuro e il presente della medicina”.

Invecchiamento della popolazione e innovazione tra le sfide del Servizio sanitario

I dati del monitoraggio Aifa restituiscono l’immagine di un sistema chiamato a confrontarsi contemporaneamente con l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della domanda di cure e l’arrivo di terapie sempre più avanzate e costose.

La crescita della spesa farmaceutica non appare infatti legata a un incremento significativo dei consumi, ma piuttosto alla trasformazione delle esigenze assistenziali e all’introduzione di nuove tecnologie terapeutiche.

In questo scenario, il tema della sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale continua a rappresentare uno degli elementi centrali del dibattito sulla sanità italiana.

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