Incassa la fiducia alla Camera il decreto sul salario giusto, a cui vengono vincolati gli incentivi all’occupazione, e il contrasto al caporalato digitale, entrato in vigore il primo maggio. Le norme valgono per il settore privato. A disposizione ci sono 934 milioni destinati ai bonus per le assunzioni, fatte fino a fine anno, di giovani, donne svantaggiate e disoccupati nell’area Zes (Zona economica speciale) e per le stabilizzazioni, con la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Queste le misure principali.
IL SALARIO GIUSTO.
Il testo stabilisce innanzitutto che la contrattazione collettiva costituisce lo strumento per la determinazione del salario giusto. E specifica che per la sua individuazione si deve fare riferimento al Trattamento economico complessivo (Tec) definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Per i contratti ‘minori’, il Tec non può essere inferiore a quello determinato dai Ccnl leader.
IL TEC.
All’interno del Trattamento economico complessivo entrano tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive (come la tredicesima) e le indennità e si aggiungono anche le prestazioni di welfare contrattuale ed eventuali altri istituti e indennità con valore economico: come definite – si indica in entrambi i casi – dai contratti collettivi.
GLI INCENTIVI.
Innanzitutto c’è il vincolo per cui solo chi assicura il salario giusto può accedere ai bonus per l’occupazione. In particolare, per l’assunzione a tempo indeterminato delle lavoratrici svantaggiate è riconosciuto, per massimo ventiquattro mesi, l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro fino a 650 euro mensili; cifra che sale a 800 euro se residenti nelle regioni della Zes. Per gli under 35 il tetto è di 500 euro mensili, che sale a 650 euro nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Per tutte le altre assunzioni di disoccupati in area Zes l’esonero è pari a 650 euro mensili.
CONTRATTI SCADUTI.
Si spinge sul rispetto dei tempi per i rinnovi contrattuali, nell’autonomia delle parti. Ma in caso di mancato rinnovo entro i primi nove mesi successivi alla scadenza, in assenza di diverse indicazioni contrattuali, scatta l’adeguamento retributivo, a titolo di anticipazione forfettaria, pari al 50% dell’inflazione Ipca (al netto dei prodotti energetici importati). Vale solo per i contratti che scadono dopo l’entrata in vigore della legge di conversione.
PIATTAFORME E RIDER.
In attesa del recepimento della direttiva europea, viene definito l’ambito di applicazione delle misure di contrasto del caporalato digitale, limitandole al momento solo ai ciclofattorini. Per i rider, dunque, si stabilisce l’accesso alla piattaforma mediante un’identità digitale come Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) e il divieto di cessione delle credenziali. La piattaforma non può rilasciare più di un account per ogni singolo codice fiscale, né commissionare prestazioni temporalmente inconciliabili allo stesso lavoratore; scatta altrimenti una sanzione amministrativa da euro 1000 a euro 1500 euro.
LAVORO SUBORDINATO.
Si stabilisce che il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata se emergono fatti che collegano l’attività all’esistenza di poteri di direzione e controllo, anche se esercitati attraverso sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati. Salvo che si provi il contrario.
TIROCINI.
Si limita ad un anno la durata massima dei tirocini nello stesso gruppo di imprese.








