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Gabriele Romagnoli (Repubblica): «Mascherine all’aperto: perché le avevamo levate?»

Con l’aumento dei casi Covid tornano anche la norma sanitaria delle mascherine all’aperto. Ma «perché era andata via?». A chiederselo è Gabriele Romagnoli, che sostiene sia «meglio fare un patto con il futuro, crearsi quel tipo di aspettative che poco poi concedono alla delusione».

«Avete presente quegli orientali con il volto protetto che guardavamo perplessi agli imbarchi di un qualsiasi volo internazionale? Saremo noi, tutti noi. Almeno per un periodo sulla cui durata è meglio non mettere paletti, non adesso. Avete fatto la terza dose di vaccino? Bene, è il 2021: arrivederci all’anno nuovo per la prossima iniezione. Che cosa è andato storto? Tutto quello che poteva andare in una sfida contro un avversario che non mostra il volto perché non lo ha. È impari dall’inizio alla fine, questo bisogna concederlo», dice su Repubblica.

«Dopodiché» scrive l’editorialista «i passi indietro segnalano gli errori dei governi e quelli dei loro cittadini. All’inizio della pandemia non avremmo mai immaginato di avere i vaccini dopo un anno, ma un anno fa non avremmo pensato di ritrovarci così adesso. Nessuno ha avuto la soluzione, non i rigoristi dei lockdown ripetuti, non i lassisti dell’immunità di gregge a costo di qualche vita, o di qualche milione di vite. Tornare al primo comandamento azzera la forza di prescrizione di tutti gli altri: non ispira fede e neppure fiducia. Ma in tutto questo tempo il popolo come si è comportato? Quanto ha tenuto conto delle indicazioni? Quante mascherine abbiamo visto nei luoghi chiusi, quanti assembramenti a volto scoperto sono stati fotografati e ripresi, quanto erroneamente si è pensato di essere oltre il punto di non ritorno?»

«Invece ritorna, ritorna l’obbligo. È porta con sé una lezione a cui si può essere sordi, ma soltanto se si vuole essere colpevoli. Se qualcosa è necessario, sia obbligatorio. E lo sia finché avrà prodotto l’effetto. Un messaggio chiaro è un attestato di sicurezza. Sennò il dubbio prende spazio, l’obiezione dilaga e l’effetto si diluisce. Scrivemmo un anno e mezzo fa: “Scoprire il vaccino significherà riscoprire il viso”. Non è successo. Il vaccino non è un obbligo, la mascherina sì. Che cosa non torna?».

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