“Ho lavorato con diversi governi, in ruoli molto diversi, più tecnici. Senz’altro c’è un metodo, una programmazione del lavoro, una programmazione non settimanale ma a lungo termine per cui ad alcune riforme si sta lavorando da tempo. I ritmi sono abbastanza intensi”.
Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli parlando alla festa del FOGLIO.
“Il metodo di questo governo – ha aggiunto – è di confronto robusto tra i ministri, con cabine di regia settimanali, momenti nei quali i ministri che rappresentano le forze di maggioranza si confrontano attorno ai nodi politici dei singoli provvedimenti. Poi c’è sempre anche il momento della decisione e Draghi la capacità di decisione ce l’ha senz’altro. Mi ha da subito colpito, io non lo conoscevo, l’ho conosciuto nel giorno del giuramento. Mi ha chiamato due-tre ore prima di salire al Quirinale”.
“L’Italia non può decelerare: il piano nazionale di ripresa e resilienza ha dei target con delle indicazioni temporali da rispettare, i progetti vanno attuati e mi auguro che nessun governo ponga in discussione tutto questo. È un’occasione irripetibile per il paese. Ciò non toglie che ci siano margini per politiche pubbliche diverse: il piano ne definisce alcune ma lascia libertà su altri fronti”.
Quanto alla possibilità che Mario Draghi venga eletto capo dello Stato il prossimo febbraio, Garofoli ha osservato: “Di questo a Chigi non si è mai detto nulla. La programmazione del Piano giunge al 2026, ci sono tappe temporali mese per mese e quello è il programma del governo del paese”








