Il metodo Draghi è semplice: “smussare gli angoli” e poi prendere le decisioni. Secondo l’analisi del direttore responsabile di Askanews, Paolo Mazzanti, è quello che sta succedendo in questo momento con la riforma della Giustizia.
«In una delle prime conferenze stampa Draghi illustrò il suo metodo di governo, già sperimentato alla Bce: individuare la soluzione a suo giudizio migliore, poi confrontarsi con i partiti (alla Bce con i governatori degli Stati), “smussare gli angoli” e poi decidere nei tempi previsti», ricorda Mazzanti. «È il copione che il premier sta seguendo, fedele al suo mandato: combattere il Covid e realizzare il Pnrr con le connesse riforme per rilanciare l’economia».
«L’unica cosa che non è prevista è il rinvio, tanto caro ai nostri politici. Se ne sono accorti quando il Parlamento aveva rinviato le nomine dei 4 consiglieri Rai di sua competenza e per tutta risposta Draghi ha indicato subito l’ad Fuortes e la presidente Soldi mettendo in mora i partiti».
«Sulla giustizia, stesso copione: il CdM ha deciso, poi Draghi ha accettato un supplemento di mediazione per “smussare gli angoli”, ma contemporaneamente ha chiesto al CdM di porre la fiducia sul testo originario», continua sulle pagine di InPiù.net.
«Così i partiti sanno che se entro venerdì, quando la riforma arriverà in Parlamento, non avranno concordato qualche ulteriore ritocco tecnico condiviso, si beccheranno la fiducia sul testo iniziale e dovranno decidere se votare contro un governo che ha il 65% di popolarità, rischiando di mandare a carte quarantotto il Piano vaccini, il Pnrr e la ripresa economica».
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