Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Renato Franco, Professore Ordinario Università Vanvitelli: «L’intelligenza artificiale migliora la diagnosi e aiuta a curare meglio i tumori»

L’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale e la diagnostica avanzata stanno cambiando profondamente il modo di affrontare le malattie oncologiche. Ne è convinto Renato Franco, Professore Ordinario presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli di Napoli, intervenuto al panel “L’innovazione motore del Sud” nell’ambito dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.

A margine dell’evento, Franco ha raccontato come l’innovazione stia trasformando il lavoro degli anatomopatologi e il percorso di cura dei pazienti oncologici.

Innovazione e sanità: la sfida del Sud passa anche dalla ricerca

“È molto importante, soprattutto nel settore in cui lavoro, che è la sanità. Negli ultimi anni si è assistito a delle grosse migliorie per quanto riguarda la salute, in particolare per quanto riguarda la diagnostica e la terapia.”

“Io mi occupo di tumori, quindi il nostro interesse è quello di fare diagnosi nel migliore dei modi per garantire ai pazienti profili di trattamento particolari e innovativi e garantire loro una maggiore sopravvivenza.”

“Sono anatomopatologo e lavoro nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli, che sorge al centro di Napoli in un convento del Seicento, dove è nata la nostra disciplina nell’Ottocento.”

“In questo convento del Seicento negli anni abbiamo dovuto adattare le esigenze innovative che ci richiede la comunità e in particolare la diagnostica in campo oncologico.”

“Abbiamo cercato di migliorare al meglio le nostre attività in un posto che comunque non era nato fondamentalmente per questo.”

“L’anatomia patologica vive una grossa difficoltà negli ultimi anni perché i patologi sono pochi, i tecnici sono pochi, però la diagnosi è sempre più esigente per quanto riguarda le terapie innovative.”

“Abbiamo introdotto l’intelligenza artificiale grazie alla digitalizzazione massiva di quelli che forse sono noti a tutti, anche ai non medici, cioè i vetrini su cui fare le diagnosi e su cui ricercare quei marcatori che indirizzano il paziente a un trattamento piuttosto che a un altro.”

Il primo archivio digitalizzato del Sud Italia

“Ovviamente questo materiale è fondamentale e la malattia oncologica è diventata una malattia cronica, quindi i pazienti sopravvivono sempre più a lungo e hanno bisogno di conservare al meglio quel materiale su cui andare a identificare marcatori sempre più nuovi e fare terapie sempre più innovative.”

“L’obiettivo dell’oncologia moderna è rendere il tumore una malattia cronica.”

“Noi nel Putridarium, che forse non tutti conoscono e che era il luogo dove si mettevano a prosciugare i cadaveri secondo le antiche usanze dei conventi, abbiamo costruito questo archivio moderno, il primo archivio digitalizzato del Sud Italia e uno dei primi in Italia.”

“Lo abbiamo realizzato grazie anche alla collaborazione di aziende innovative che hanno cercato di ottimizzare questa struttura innovativa in un convento del Seicento.”

“Il nuovo e il vecchio si incontrano in un’innovazione che non è soltanto tecnologica ma anche culturale.”

“Le tracce della storia non vengono cancellate, ma l’innovazione consente di ottimizzare al meglio quelle che sono le nostre possibilità attuali nella sanità.”

“Anche il vecchio e l’antico possono vivere una stagione nuova grazie alla collaborazione di aziende innovative che investono in strutture che non nascono fondamentalmente per questo.”

La conservazione del biomateriale e la medicina di precisione

“Noi lavoriamo nella retrobottega, quindi non tutti ci conoscono, però dalla nostra diagnosi dipende poi il trattamento dei pazienti.”

“Più il materiale è conservato bene, meglio è.”

“Uno dei problemi anche medico-legali è legato proprio alla cattiva conservazione di questo biomateriale.”

“Il paziente oncologico sta diventando un paziente cronico. Oggi fa una terapia, può sviluppare una resistenza dopo anni e poi può fare un’altra terapia.”

“Però se non abbiamo il biomateriale su cui andare a ricercare quel marcatore diventa difficile e, se non è conservato bene, ancora peggio.”

“Alla fine si precludono ai pazienti determinati trattamenti.”

“La nostra attività non è molto nota al pubblico, però è fondamentale perché non si tratta soltanto di diagnosticare se una persona ha un tumore oppure no, ma di capire se è sensibile a una terapia piuttosto che a un’altra.”

“Questo biomateriale necessita quindi di una conservazione ottimale.”

L’intelligenza artificiale come supporto ai medici

“L’intelligenza artificiale ha innovato profondamente il nostro lavoro.”

“Noi elaboriamo anche software dal punto di vista scientifico su cui andare a fare elaborazioni diagnostiche più complesse, laddove anche l’occhio umano non arriva.”

“Questo è possibile grazie al fatto che i vetrini vengono digitalizzati.”

“Su questi vetrini possiamo applicare immagini digitali e software di intelligenza artificiale che consentono una diagnosi migliore, più accurata e anche più innovativa dal punto di vista terapeutico.”

“Una delle paure che circola è proprio quella dell’intelligenza artificiale, ma in realtà dovrebbe alleggerire il lavoro dell’uomo.”

“L’intelligenza artificiale serve soprattutto a scremare ciò che è più ordinario e su cui l’attenzione dell’uomo è minima.”

“Consente quindi all’uomo di dedicarsi a questioni più complesse e più particolari, laddove l’intelligenza artificiale non riesce ad arrivare.”

Ecco il panel “L’innovazione motore del Sud” a cui ha preso parte il professor Franco:

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.