“L’intermodalità sostenibile rappresenta una delle sfide più rilevanti per il futuro dei nostri territori e dell’intero sistema logistico europeo. I porti europei sono snodi vitali e l’Europa ha recentemente adottato per i porti una strategia che arriva al momento giusto”.
Lo ha detto oggi il vice presidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto, in un messaggio video al convegno di Taranto sul tema: “Pianificazione strategica dei sistemi portuali”.
“I nostri porti movimentano il 74% del commercio esterno dell’Unione, oltre 3 miliardi di tonnellate di merci, quasi 400 milioni di passeggeri. Sono infrastrutture critiche per la sicurezza degli approvvigionamenti, per la transizione energetica e per la coesione territoriale. La strategia non introduce nuovi obblighi legislativi. Punta su semplificazione, investimenti mirati e un quadro coerente per competere a livello globale”.
Sono cinque, ha detto Fitto, le priorità: competitività e digitalizzazione, transizione energetica, sicurezza, accesso ai finanziamenti e qualità del lavoro.
Sul fronte della sostenibilità, i porti sono chiamati a diventare veri hub dell’energia pulita tramite l’elettrificazione delle banchine, l’alimentazione a terra per le navi in sosta e le infrastrutture per l’idrogeno.
Secondo il vice presidente della commissione Ue, per il Mezzogiorno, dove la logistica è storicamente un collo di bottiglia, questo è un cambio di paradigma concreto.
“I porti del Sud Italia, da Gioia Tauro a Taranto, da Augusta a Bari e Brindisi, non sono periferia. Sono il fronte strategico dell’Europa nel Mediterraneo. Sostenere la loro crescita significa sostenere l’occupazione qualificata, l’industria marittima locale e la coesione di intere comunità costiere”.
Fitto ha infine annunciato che sul piano della concorrenza sleale la Commissione agirà con il controllo sugli investimenti esteri sensibili, la tutela rispetto ai porti extraeuropei che beneficiano di sussidi pubblici e una revisione dell’Ets che terrà conto del rischio di deviazione del traffico verso la sponda Sud del Mediterraneo.
“È un segnale chiaro, l’Europa vuole porti forti, sicuri e sostenibili. Il Mediterraneo non è un confine, è una opportunità”, ha concluso.








