“La nostra dimensione oggi è quella di una multinazionale con 95 mila persone nel mondo e 250 grandi progetti in funzione. Sono numeri significativi di un’azienda che non è solo il nostro Paese in giro per il mondo, ma che è anche il nostro Paese qui a casa”.
Così il ceo di Webuild, Pietro Salini, parlando con i giornalisti a Napoli a margine della firma del contratto per la realizzazione del primo lotto della Linea 10 della metropolitana che collegherà il centro cittadino alla stazione AV di Afragola.
“Come Webuild abbiamo fatto un piano di occupazione importante. La nostra capacità di fare ce l’hanno in tanti, ma quella di arrivare alla fine con tutte le difficoltà che abbiamo spesso di fronte, che non sono solo italiane ma anche internazionali, ce l’hanno in poche aziende”.
Quando facciamo progetti in una regione come la Campania, prosegue l’ad di Webuild, significa avere una grande società che riesce ad avere non solo la capacità di realizzare le opere, ma anche di formare delle persone che vengono con noi in tutto il mondo.
“Questo significa dare futuro ai ragazzi, significa essere capaci di fare impresa, collegare la filiera meravigliosa che abbiamo nel Paese di tantissime aziende di fornitori che sono capaci di fare cose uniche. Queste aziende hanno bisogno di avere insieme a loro un capo-filiera che li porti in giro per il mondo e per l’Italia, che le faccia sviluppare e fare ricerca e organizzazione”.
Questo sistema, che una volta esisteva nell’automotive, deve tornare a essere protagonista nella nostra capacità di fare secondo Salini.
“Ci vogliono imprese capo-filiera che si portino dietro tutto questo universo di capacità e di competenze che in Italia abbiamo, anche in giro per il mondo. Non possiamo solo raccontare le storie del passato, deve essere qualcosa del presente. Noi dobbiamo essere i ‘Michelangelo dell’oggi‘, capaci di portare questa tradizione nel concreto in quello che facciamo”, conclude.








