[L’Intervento] Antonio D’Intino (Presidente Ance Abruzzo): «Il settore delle Costruzioni può superare la crisi con 7 mosse. Ecco quali»

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Per il settore delle costruzioni, la pandemia ha interrotto bruscamente i primi segnali di inversione di tendenza osservati nel 2019 e nei primi mesi del 2020, dopo una lunghissima e pesante crisi che ha ridotto gli investimenti in costruzioni di oltre un terzo. Le stime per il 2020 sono, pertanto, di significativa contrazione per calo generalizzato di tutti i comparti.

Per l’anno in corso, è previsto un rimbalzo del + 8,6% trainato principalmente dal settore del recupero abitativo ( + 14%), da una graduale ripresa nel comparto non residenziale privato (+ 5%) ed in quello pubblico (+7,%).

Nel settore dei lavori pubblici, il recupero, però, è fortemente minacciato da diversi fattori, tra i quali la cronica incapacità di spendere le risorse pubbliche disponibili.

Questa debolezza è da attribuire, tra l’altro, alle innumerevoli e farraginose leggi di riferimento, alla mancanza dei provvedimenti attuativi, alla eccessiva burocrazia per la molteplicità dei soggetti e degli enti che intervengono sulla materia, alla scarsa capacità di reazione da parte delle amministrazioni locali, sfornite di personale e mezzi adeguati.

Le opere pubbliche sono sommerse da leggi  provvedimenti, si tratta di una legislazione senza fine: 500 provvedimenti dal 1994 ad oggi!

Un dossier lungo 45.520 pagine, che si sviluppa in oltre 136 chilometri di carta! La legislazione in materia di appalti è aumentata a un ritmo crescente. Si è passati in media da circa 8 provvedimenti l’anno negli anni ’90 ai quasi 30 nell’ultimo decennio. Anno record il 2019 con 39 provvedimenti. Anche questi indicatori fotografano un sistema ingessato ed ingestibile.

Le richieste dell’ANCE, in questo difficile contesto, non sono comunque rivolte alla strategia dei commissari, oppure delle deregolamentazioni, da attuare in situazioni di emergenza, perché è nostro interesse garantire stabili opportunità di lavoro trasparenti e percorribili da parte dell’intero sistema delle nostre imprese, secondo competenza e capacità , in un contesto di regole chiare e secondo criteri di partecipazione tali da non escludere le piccole e medie imprese – che rappresentano più dell’80% del tessuto nazionale, ma da agevolarne le possibilità di permanenza sul mercato, oltre che di crescita.

Per incidere positivamente sul settore dei lavori pubblici occorrono, pertanto, interventi a costo zero per snellire procedure, misure per digitalizzare la pubblica amministrazione, provvedimenti organici per adeguare le risorse umane, con recupero di efficienza e di efficacia.

Gli sforzi da parte della pubblica amministrazione, e le aspettative  delle imprese, sono ancora più impegnativi se rivolti alla sfida della prossima programmazione dei fondi europei, arricchiti dalla risorse del recovery fund, che comporteranno la gestione di risorse pari a cinque volte tanto quelle di una programmazione standard!

Il settore delle costruzioni rientra in  tutte le linee di intervento europee individuate per il raggiungimento degli obiettivi fissati, in termini di sostenibilità, di coesione sociale e di rilancio dell’economia.

E’ necessario, pertanto, velocizzare il processo autorizzativo per sbloccare le opere e utilizzare le risorse europee nei tempi previsti. A tal fine, occorre agire sulle procedure a monte della gara nelle quali si annida il 70% dei ritardi. Occorre avere il coraggio di tagliare passaggi inutili, eliminare sovrapposizioni di competenze e imporre tempi perentori per le decisioni.

La vera sfida, pertanto, è dotarsi di un sistema decisionale rapido ed efficiente per non sprecare, ancora, le risorse.

In attesa di questa rivoluzione della pubblica amministrazione, abbiamo uno strumento, potenzialmente, validissimo per avviare la rinascita.

 Mi riferisco ai lavori edilizi da effettuare secondo gli incentivi fiscali del c.d. SUPERBONUS per evidenziare la portata straordinaria di questo provvedimento al quale va riconosciuta la più realistica possibilità di ripresa economica ed occupazionale, in tempi utili, nel panorama attuale.

Si tratta di lavori  che ci indirizzano concretamente sulla via di crescita  intelligente,  sostenibile  e  inclusiva,  con un  forte impatto sulla qualità della vita dei cittadini, in quanto prevedono misure finalizzate alla sostenibilità ambientale, all’economia green ed al miglioramento dell’efficienza sismica ed energetica degli edifici.

 Sul SUPERBONUS il 75 % delle imprese prevede crescite di fatturato di oltre il 30%.

Al momento, però, le stime restano tali considerando che il provvedimento,  pur introdotto con il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, a tuttora, non sviluppa le enormi potenzialità tanto che, in Abruzzo, risultano avviati appena 150 cantieri, nonostante le innumerevoli richieste da parte del mercato privato.

E’ necessario, pertanto, intervenire tempestivamente su alcuni punti deboli della procedura per non vanificarne la portata e scoraggiare, definitivamente, gli investimenti privati con perdita di occasioni di ripresa, di sviluppo oltre che di miglioramento della qualità e della sicurezza degli edifici.

Di seguito, una serie di aspetti deboli, con proposte di miglioramento.

1) DURATA TEMPORALE – E’ necessario sostenere la necessità di stabilizzare in maniera permanente, o almeno per un decennio, il Superbonus: tale previsione si giustifica con la necessità di garantire il massimo raggiungimento degli obiettivi, in termini quali e quantitativi, oltre che economici ed occupazionali.

2) RISORSE –  La stabilizzazione delle detrazioni nel lungo periodo è anche lo strumento per ammortizzare al meglio i costi per lo Stato dovuto ai minori introiti. Nella fase di applicazione delle agevolazioni riferita al 1998 -2020, considerando tutti gli attori che rivestono un ruolo nel sistema Paese, si rileva  addirittura un saldo positivo per quasi 27,6 miliardi di euro (1,2 miliardi di euro all’anno)” (cit. Documentazioni e ricerche “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione”. n. 32/2 del 26 novembre 2020);

3) PROCEDURA La procedura va semplificata.

La documentazione attualmente necessaria, ad esempio, richiede ricerche che, soprattutto negli archivi delle grandi città, richiedono un lasso di tempo che va dai 6 ai 12 mesi per essere reperite (dati ANCI), con ricadute sulla attività ordinaria degli uffici che sono già in affanno, anche per le limitazioni dettate dalla pandemia, con ridotta presenza fisica del personale negli uffici.

La conformità urbanistica, in particolare, non può rappresentare un ostacolo in via ideologica mentre è necessario individuare le soluzioni percorribili senza bloccare, ad esempio, interi lavori sui condomini per eventuali difformità in capo ad un singolo appartamento.  A questo proposito, non è irrilevante sottolineare che il SUPERBONUS nasce principalmente con gli obiettivi di intervenire sulla tipologia di costruito più obsoleta ed a rischio, oltre che energivora, quale quella rappresentata da grandi compendi immobiliari, tanto che per agevolarne i lavori sono state previste anche delle regole deliberative ad hoc.

4) IMPIANTO NORMATIVO/REGOLAMENTARE –  Il sistema normativo e regolamentare necessita, in linea generale, di un accurato coordinamento per evitare ulteriori ostacoli burocratici nell’ambito di un sistema già complesso, per la varietà delle fonti e degli interlocutori  in gioco.

5) Il rapporto con gli ISTITUTI di CREDITO  – Gli istituti bancari si avvalgono di società esterne per gestire le procedure ma questa modalità organizzativa non ha conferito elementi positivi alla gestione delle pratiche  e si è tradotta in  moltiplicazione degli adempimenti, addebito di extra costi ed assenza di tempistiche certe di riferimento.

6) CONCORRENZA SLEALE – Da parte di imprese non qualificate ma “autorizzate” a lavorare con fondi pubblici, nella forma di sgravi, che comporterà, inevitabilmente, una ricaduta pregiudizievole sulla nostra categoria che sconta  tanti anni di crisi, con destrutturazione del settore.

7) FORMAZIONE ed INSERIMENTO LAVORATIVO – Si rileva la necessità di figure specializzate per affrontare qualitativamente  l’auspicata ripresa del settore, intervenendo con misure efficaci ed innovative in materia di formazione e di  inserimento lavorativo.

E’ necessario, inoltre, riuscire a far capire l’importanza di avere la sicurezza delle entrate sugli immobili, a titolo di locazione con una fidejussione statale.

Lo Stato non deve svolgere attività di assistenza sociale, rivolta alle categorie protette, bloccando gli affitti e facendo ricadere tutti gli oneri sui proprietari. I costi di assistenza sociale, in una nazione civile, vanno caricati equamente sulle tasse, a carico dei cittadini e delle imprese, e non scaricati sugli investimenti immobiliari!

 Va studiata, ad esempio, una fidejussione statale a garanzia delle locazioni, con la costituzione di un fondo da alimentare con i proventi della cedolare secca, da adeguare conseguentemente.

Se saremo capaci di ridare fiducia agli investitori immobiliari, con la garanzia di un reddito maggiormente tutelato, avremo un nuovo sviluppo immobiliare, con rivalutazione dei beni che, negli ultimi anni, hanno perso almeno un terzo del valore e sono fonte di grave preoccupazione per i proprietari.

E’ necessario essere coesi su questi provvedimenti per avere risultati efficaci, dobbiamo sostenere la storica predilezione degli italiani per la casa di proprietà. Chiedere di finalizzare in maniera tangibile su tali incentivi  le risorse pubbliche, che entrano a titolo di tassazione sugli immobili, rendendo le stesse una forma di assicurazione a valere sui lavori edilizi.

La nostra categoria è a disposizione e chiede solo di poter lavorare mettendo a disposizione le capacità di intervento, di previsione, di standardizzazione dei procedimenti, di essere ponte tra mille relazioni professionali,  prima ancora che meri esecutori di un opera.

Abbiamo, ancora, gli ingredienti per cucinare una ricetta anti crisi ma dobbiamo agire tempestivamente, ed in sinergia, per non superare le date di scadenza.

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