L’Aquila modello europeo tra ricostruzione e demografia
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, è intervenuto al summit dei leader locali e regionali del gruppo dei Conservatori e riformisti al Comitato europeo delle Regioni, svoltosi a Bratislava, in Slovacchia, per affrontare il tema dei servizi pubblici nella lotta alla crisi demografica.
Nel suo intervento ha indicato il capoluogo abruzzese come un caso di riferimento. «L’Aquila è la dimostrazione che anche una città colpita da una tragedia può diventare un modello europeo di rinascita, capace non solo di ricostruire, ma di invertire le tendenze demografiche e generare nuove opportunità attraverso cultura, innovazione e qualità della vita».
Il percorso della città viene ricondotto alla fase successiva al sisma del 2009, fino al riconoscimento di Capitale italiana della cultura 2026, inserito in una strategia più ampia di rilancio.
Il nodo del calo demografico e il ruolo delle aree interne
Al centro dell’intervento del primo cittadino emerge il tema del calo demografico, affrontato attraverso politiche integrate. Biondi ha ricordato come «I governi italiani hanno stanziato 23 miliardi di euro per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico», precisando però che la sfida non si è limitata alla ricostruzione materiale.
«Abbiamo scelto di affiancare alla ricostruzione fisica un progetto di sviluppo fondato su innovazione, formazione e valorizzazione della cultura», ha spiegato, richiamando anche la definizione della città data da Arthur Rubinstein, “la Salisburgo d’Italia”.
In questo contesto, il dato demografico rappresenta un elemento centrale. «I dati confermano l’efficacia di questa strategia – ha continuato – L’Aquila è oggi l’unico capoluogo di provincia abruzzese che non registra un calo demografico». Un risultato che viene interpretato come segnale di attrattività per le aree interne.
Politiche europee e riequilibrio dei servizi
Nel confronto con gli altri rappresentanti istituzionali presenti, tra cui il vicepresidente del Consiglio distrettuale di Pest Adam Kar csony, la direttrice delle strategie di sviluppo della Regione di Bratislava Barbora Luk cov e l’europarlamentare Carlo Fidanza, Biondi ha richiamato anche il ruolo delle politiche europee.
In particolare, ha citato l’Agenda per le città promossa dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, sottolineando l’esigenza di riequilibrare i servizi tra aree metropolitane e territori rurali.
«Nei territori come L’Aquila e nelle aree interne si registra spesso una qualità della vita più elevata, ma persistono limiti legati all’accesso ai servizi e alle infrastrutture», ha osservato.
Il bilancio europeo e il diritto di restare
Guardando alle prospettive future, il sindaco ha individuato nel bilancio europeo 2028-2034 un passaggio decisivo per sostenere la tenuta demografica dei territori.
«Nei territori come L’Aquila e nelle aree interne si registra spesso una qualità della vita più elevata, ma persistono limiti legati all’accesso ai servizi e alle infrastrutture», ha ribadito, collegando il tema alla necessità di garantire condizioni concrete per vivere e lavorare nei territori meno centrali.
Infine, ha indicato una condizione essenziale per l’efficacia degli interventi. «Il bilancio europeo 2028-2034 sarà decisivo per garantire il diritto di restare a patto che venga accompagnato da una forte semplificazione amministrativa per velocizzare l’arrivo delle risorse alle comunità».








