Pier Luigi Bersani, intervistato da Annalisa Cuzzocrea su la Repubblica di domenica 5 luglio, vuole dire subito una cosa, e riguarda la presidenza della Repubblica.
O meglio, l’idea di Giorgia Meloni che il nostro Paese sia pronto per un capo dello Stato di destra.
“In Italia fai il presidente se indossi i valori della Costituzione come un abito su misura.
È questo che ti consente equilibrio e terzietà, un rapporto intimo con la Costituzione.
È un problema non aggirabile, a meno che non si proceda a un’avventura, e cioè a una manomissione dei meccanismi elettorali”.
Crede sia quello che sta avvenendo? Che la forzatura sulla legge elettorale serva a mandare un erede del Msi al Colle?
“Loro ci stanno provando, io li sconsiglierei vivamente perché penso vadano incontro a un problema serio.
Che riguarderebbe anche l’Italia e tutti noi”.
Non c’è nelle file di questa destra qualcuno abbastanza attaccato ai valori della Costituzione da poter ambire a quel ruolo?
“Hanno già votato persone che avevano un rapporto intimo con la Costituzione senza potersi dire di sinistra, penso a Oscar Luigi Scalfaro, a Carlo Azeglio Ciampi, metterla sul piano degli schieramenti politici è fuorviante e strumentale.
Quello che devono essere capaci di fare è: portare un nome che abbia un rapporto intimo con la Costituzione antifascista.
Questa è la garanzia di terzietà”.








