Per lo Spallanzani meglio test rapidi che la App Immuni

Tra poco, e tra mille polemiche, verrà attivata la App “Immuni”. A dire la sua sulla questione anche la Direttrice Generale dello Spallanzani, Marta Branca. “L’app potrebbe non essere indispensabile e le misure di prevenzione e protezione venissero rispettate in maniera rigorosa. E necessario comunque un cambio di mentalità per rinunciare alla privacy – ha detto la direttrice rispondendo ad una intervista a Il Mattino – abbiamo 11 ricoverati in terapia intensiva su 67 nel Lazio. Poi un centinaio di ricoverati, di cui 49 con sintomi. Ora  anche noi stiamo respirando un po. Un soggetto asintomatico – chiarisce – è contagioso come gli altri, anche se le modalità di contagio sono più basse perché non ci  sono tosse e starnuti. Questi soggetti – precisa – possono essere   scoperti “attraverso i test rapidi, cui deve sempre seguire un tampone  di conferma, e con il sistema di tracciamento. I sistemi di rilevazione diagnostica rapidi col tempo si sono perfezionati e gli stessi vengono poi confermati in una percentuale sempre più elevata”.  

Sulla ricerca. “Siamo stati i primi a sequenziale il virus con le nostre ricercatrici. Questa vicenda ha impresso un impulso importante e rilanciato l’importanza di investire nella   ricerca. Ma adesso l’obiettivo principale è la messa a punto di un vaccino. Stiamo lavorando con una società che sta completando la   sperimentazione pre-clinica, e tra giugno e luglio cominceremo a svolgere i test sui volontari. Abbiamo un importante finanziamento: 5 milioni dalla Regione Lazio e 3 dal Cnr”.

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