Silvia Paparella (General Manager RemTech Expo): «Il nuovo Ministero della Transizione Ecologica trasferirà il sistema produttivo verso un modello più sostenibile»

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“Siamo in piena sintonia con il governo Draghi e siamo al servizio delle istituzioni, offrendo il nostro expertise che ci contraddistingue in alcuni specifici settori. Un plauso al nuovo Ministero della Transizione Ecologica che avrà il compito appunto di trasferire il sistema produttivo verso un modello più sostenibile, che renda meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia e la produzione industriale”.

E’ quanto ha dichiarato Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo che ieri ha riunito il suo comitato scientifico, divenuto oramai l’unico soggetto riconosciuto nell’ambito nazionale ed internazionale, specializzato sulla protezione e sviluppo sostenibile del territorio, bonifiche dei siti contaminati, coste e porti, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, rischio sismico, rigenerazione urbana e industria chimica sostenibile.

Ad aprire i lavori, Filomena Maggino, Presidente della Cabina di Regia di “Benessere Italia”, organo tecnico-scientifico del Presidente del Consiglio dei Ministri sui temi del Benessere della Qualità della vita e dello Sviluppo Sostenibile mentre, subito dopo, Vito Felice Uricchio del Consiglio Nazionale di Ricerca, ha proposto al Comitato Scientifico la creazione di una Hub della Transizione Ecologica (Evoluzione Hub Campania).

Da parte sua, invece, Marco Falconi di Ispra ha discusso sulla proposta di lavorare su sessioni condivise fra i segmenti, portando sul tavolo tematiche come quelle delle tecnologie innovative di caratterizzazione. Tra gli altri argomenti trattati, quelli inerenti gli aspetti giuridici che potrebbero essere affrontati nel corso del 2021, con temi quali la bonifica siti oggetto di cura fallimentare, la Filiera gestione rifiuti prodotti in interventi di bonifica.

Tra le altre proposte sul tappeto, quella di Mauro Magnoni di SOGIN su una “Carta dei siti idonei per  ubicazione deposito dei rifiuti radioattivi” e quella di una  Riqualificazione delle aree produttive per reinsediamento non residenziale e sottolinea la necessità di una visione integrata tra risanamento e successivo riutilizzo e valorizzazione.

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