L’intelligenza artificiale può portare a una “prosperità diffusa” senza precedenti, ma il risultato dipenderà da come verrà distribuito il potere. È il punto centrale del manifesto pubblicato da Sam Altman sul sito di OpenAI, in cui il Ceo delinea principi e rischi dello sviluppo della tecnologia.
“Ciò che le persone potranno fare con l’IA farà impallidire ciò che potevano fare con il motore a vapore o l’elettricità”, scrive Altman, evocando uno scenario in cui “la maggior parte delle persone potrebbe vivere una vita più significativa”. Un esito che però “non è garantito”: il potere potrebbe concentrarsi in poche aziende che controllano sistemi avanzati di IA, oppure essere distribuito in modo ampio. “Crediamo che quest’ultima opzione sia di gran lunga migliore”.
Il manifesto si articola in cinque principi:
- La democratizzazione: evitare che l’IA rafforzi la concentrazione del potere, garantendo accesso diffuso e processi decisionali non limitati ai laboratori. Non solo disponibilità della tecnologia, ma anche partecipazione più ampia alle scelte su come svilupparla e governarla.
- L’empowerment individuale: l’IA deve consentire alle persone di apprendere di più, creare valore e perseguire i propri obiettivi. OpenAI punta a offrire ampia libertà d’uso, pur riconoscendo la necessità di limiti per ridurre i rischi, con un approccio prudente nelle fasi iniziali e più aperto con l’accumularsi delle evidenze.
- La prosperità universale: sistemi potenti e accessibili potrebbero migliorare significativamente la qualità della vita e accelerare la scoperta scientifica. Per raggiungere questo obiettivo, Altman sottolinea la necessità di investimenti massicci in infrastrutture e capacità di calcolo, oltre alla possibilità di nuovi modelli economici per distribuire il valore generato.
- La resilienza: l’IA introduce nuovi rischi sistemici. Tra gli esempi citati, la possibilità che modelli molto avanzati possano facilitare la creazione di agenti patogeni o diventare strumenti centrali nella cybersicurezza. “Nessun laboratorio può garantire da solo un futuro positivo”, scrive Altman, indicando la necessità di cooperazione con governi e istituzioni.
- L’adattabilità: in un contesto altamente imprevedibile, sarà necessario aggiornare continuamente strategie e principi. OpenAI continuerà a sviluppare e distribuire i sistemi in modo iterativo, imparando dall’interazione con il mondo.
Altman richiama anche l’esperienza del rilascio di GPT-2, inizialmente rallentato per timori sugli impatti, che ha portato alla strategia del “dispiegamento iterativo”. Il manifesto si chiude con un’apertura alla critica: “È legittimo contestarci su ogni decisione. Non faremo tutto bene, ma impareremo rapidamente e correggeremo il tiro”.








